fulvioroccodemarinis.it Rss http://www.fulvioroccodemarinis.it/ Fulvio Rocco de Marinis - Prefetto di Forlì-Cesena it-it Wed, 23 Nov 2016 17:04:28 +0000 Fri, 10 Oct 2014 00:00:00 +0000 http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss Vida Feed 2.0 fulvioroccodemarinis@gmail.com (Fulvio Rocco de Marinis) fulvioroccodemarinis@gmail.com (Fulvio Rocco de Marinis) Mediacontent http://www.fulvioroccodemarinis.it/vida/foto/logo.png fulvioroccodemarinis.it Rss http://www.fulvioroccodemarinis.it/ Comitato di Coordinamento per la prevenzione delle truffe in particolare di natura finanziaria http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/493/1/comitato-di-coordinamento-per-la-prevenzione-delle-truffe-in-particolare-di-natura-finanziaria

Si è tenuta presso la Prefettura di Forlì-Cesena la seconda riunione del nuovo Comitato di Coordinamento costituito lo scorso 31 maggio dai rappresentanti di Prefettura, banche e Forze dell'ordine, secondo quanto previsto dal protocollo nazionale sottoscritto da Abi e Ministero dell'Interno. L'obiettivo condiviso è prevenire il fenomeno delle truffe nella provincia, in particolare quelle di natura finanziaria ai danni degli anziani e di quanti sul territorio hanno una scarsa educazione finanziaria.

Come previsto dal protocollo nazionale, su indicazione del Prefetto Fulvio Rocco de Marinis - che ha ritenuto utile coinvolgere fin da subito anche esponenti del mondo della scuola e delle associazioni dei consumatori - a questo secondo incontro hanno preso parte anche un dirigente dell'ufficio scolastico di Forlì-Cesena e i rappresentanti di Adusbef e Codacons. I lavori si sono svolti all'insegna del dialogo e della collaborazione, confermando il clima di disponibilità e l'impegno a lavorare insieme che hanno caratterizzato anche la prima riunione del Comitato. Sul tavolo, un pacchetto di iniziative ed eventi di formazione e informazione da realizzare nei prossimi mesi sul territorio di Forlì-Cesena per fornire, con un linguaggio semplice e diretto, rivolto soprattutto alle fasce di popolazione più esposte al rischio di truffa - come gli anziani e quanti hanno una scarsa educazione finanziaria - una serie di consigli pratici e di buone prassi per rafforzare la sicurezza riducendo i fattori di vulnerabilità e i comportamenti economicamente rischiosi.

"Sul fronte della prevenzione - ha detto il Segretario della Commissione Regionale Abi Emilia Romagna, Mario Bernardi - molto è stato fatto da Istituzioni, banche e Forze dell'ordine. Per questo è importante mettere a fattor comune gli strumenti, le esperienze e i progetti messi a punto nei diversi ambiti locali per prevenire le truffe finanziarie, fornendo ai cittadini e alle famiglie di Forlì-Cesena un vero e proprio strumentario con tutti i numeri utili, le precauzioni, i suggerimenti e i piccoli accorgimenti da adottare nelle diverse circostanze

]]>
Wed, 23 Nov 2016 17:04:28 +0000 http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/493/1/comitato-di-coordinamento-per-la-prevenzione-delle-truffe-in-particolare-di-natura-finanziaria fulvioroccodemarinis@gmail.com (Fulvio Rocco de Marinis)
Protocolli di intesa per la gestione dei sistemi di videosorveglianza http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/492/1/protocolli-di-intesa-per-la-gestione-dei-sistemi-di-videosorveglianza

Il 13 e 14 settembre scorsi, sono stati sottoscritti, tra il Prefetto, dott. Fulvio Rocco de Marinis e i Sindaci dei Comuni di Gambettola e San Mauro Pascoli, Dr. Roberto Sanulli e Sig.ra Luciana Garbuglia, i protocolli d'intesa per la gestione dei sistemi di videosorveglianza da attivare nei rispettivi territori. Analogo documento è stato firmato nella giornata di ieri con il Sindaco del Comune di Sogliano al Rubicone, Dr. Quintino Sabattini.

Gli impianti di videosorveglianza, in linea con quanto previsto dal Patto per la Sicurezza per la Provincia di Forlì-Cesena sottoscritto in data 22 giugno 2015, sono finalizzati a:

  • sorvegliare, in presa diretta, determinate aree interessate da eventi rilevanti per la considerevole partecipazione di pubblico o per l'ordine e la sicurezza pubblica, ovvero interessate da particolari condizioni di criticità per la sicurezza urbana;
  • prevenire i fatti criminosi attraverso l'azione di deterrenza derivante dalla registrazione delle immagini riprese dalle telecamere, assicurando la individuazione dei responsabili e la loro giusta punizione;
  • supportare le forze di polizia in tutte quelle attività di prevenzione e controllo utili a realizzare un sistema di sicurezza urbano integrato.

Le immagini riprese dalle telecamere, nel rispetto delle disposizioni poste a presidio dei diritti, delle libertà fondamentali, nonché della dignità delle persone fisiche, potranno essere direttamente visualizzabili presso le centrali operative delle Forze di Polizia, oltre che presso gli organi di polizia locale, assicurando in tal modo, il costante monitoraggio di ciò che avviene sul territorio.

Al fine di ottimizzare l'utilizzo congiunto del sistema è istituito un Gruppo tecnico interistituzionale,  che assolve ai seguenti compiti:

  • evidenzia eventuali anomalie tecniche e gestionali del sistema;
  • fa proposte circa l'implementazione o l'ottimizzazione del sistema.


E' comunque severamente vietata ogni forma di circolazione all'esterno ed utilizzazione delle informazioni e dei dati per finalità diverse da quelle previste dai protocolli. 

]]>
Wed, 23 Nov 2016 16:58:32 +0000 http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/492/1/protocolli-di-intesa-per-la-gestione-dei-sistemi-di-videosorveglianza fulvioroccodemarinis@gmail.com (Fulvio Rocco de Marinis)
Approvata la legge sul caporalato: mai più schiavi nei campi? - di Fulvio Rocco de Marinis http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/490/1/approvata-la-legge-sul-caporalato-mai-piu-schiavi-nei-campi---di-fulvio-rocco-de-marinis

Spesso collegato ad organizzazioni malavitose, il termine caporalato, generalmente diffuso nelle fasce più deboli e disagiate della popolazione (come tra i lavoratori immigrati), si riferisce ad un sistema di organizzazione del lavoro agricolo temporaneo in cui un “caporale” reperisce manodopera a basso costo ed agisce come mediatore illegale tra questa ed il gestore dei lavori secondo le richieste dell’imprenditore agricolo (tale fenomeno può verificarsi anche nell’edilizia). Questa pratica si è diffusa ancora di più con i recenti movimenti migratori provenienti da Africa, Penisola Balcanica, Europa orientale ed Asia, diverse inchieste giornalistiche hanno portato all’attenzione dei media come queste persone, nella speranza di migliorare la propria condizione, finiscano invece in condizioni di schiavitù e dipendenza. In media queste persone vengono obbligate a lavorare dalle otto alle dodici ore al giorno e retribuite con paghe fino al 50 per cento inferiori rispetto a quelle stabilite dai contratti di lavoro nazionali: in Italia questo fenomeno coinvolge almeno 400 mila lavoratori sia italiani sia stranieri con un mercato che muove un’economia illegale e sommersa che va dai 14 ai 17,5 miliardi di euro (secondo il rapporto Agromafie e Caporalato, pubblicato a maggio 2016 dall'Osservatorio Placido Rizzotto del sindacato Flai-Cgil).

“Oggi il fenomeno del caporalato e dell’intermediazione illecita di manodopera non riguarda solamente alcuni territori del Sud ma è in crescita ed è esteso ormai in tutta Italia. - afferma Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera - I numeri e le storie di negazione della dignità delle persone, contenute nei rapporti annuali sulle agromafie, impongono uno scatto in più da parte di tutti.”.

Il 18 ottobre 2016, con 336 voti a favore e nessuno contrario, la Camera ha approvato in via definitiva la legge per contrastare questo fenomeno. Il caporalato era già punibile in base al codice penale e in particolare all'articolo 603-bis (Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro). Tuttavia, la nuova legge modifica alcuni aspetti della disciplina come la fattispecie del reato, vale a dire la descrizione del comportamento punibile, e l'entità della pena. Tra le novità introdotte nel nuovo disegno di legge è previsto un inasprimento degli strumenti penali per i caporali, indennizzi per le vittime, rafforzamento della rete del lavoro agricolo di qualità e un piano di interventi per l’accoglienza dei lavoratori stagionali. Oltre ai caporali adesso sono sanzionabili, anche con la confisca dei beni, i datori di lavoro consapevoli dell’origine dello sfruttamento: sono previsti, inoltre, fino a sei anni di carcere per chi commette il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (aumentati ad otto in caso di violenza o minaccia), più una multa da 500 a mille euro per ogni lavoratore reclutato. I proventi delle varie confische convergeranno nel “Fondo antitratta” cui si attingerà per gli indennizzi alle vittime del caporalato. Con la nuova legge anche le amministrazioni statali saranno direttamente coinvolte nella vigilanza e nella tutela delle condizioni di lavoro nel settore agricolo grazie ad un piano congiunto di interventi al fine di accogliere tutti i lavoratori impegnati nelle attività stagionali di raccolta dei prodotti agricoli. Il piano presentato dai Ministeri del Lavoro e delle Politiche sociali, delle Politiche agricole alimentari e forestali e dell'Interno, sarà stabilito con il coinvolgimento delle Regioni, delle province autonome e delle amministrazioni locali, nonché delle organizzazioni di terzo settore.

“Ora abbiamo più strumenti utili per continuare una battaglia che deve essere quotidiana, perché sulla dignità delle persone non si tratta. E l'agricoltura si è messa alla testa di questo cambiamento, ha aggiunto, che serve anche a isolare chi sfrutta e salvaguardare le migliaia di aziende in regola che subiscono una  ingiusta concorrenza sleale. - questa la dichiarazione del ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina subito dopo l’approvazione della legge - C'è tanto lavoro da fare e una legge da sola non basta, ma le direzione che abbiamo tracciato è inequivocabile. Dobbiamo lavorare uniti per non avere mai più schiavi nei campi".

Fulvio Rocco de Marinis

]]>
Mon, 14 Nov 2016 17:48:30 +0000 http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/490/1/approvata-la-legge-sul-caporalato-mai-piu-schiavi-nei-campi---di-fulvio-rocco-de-marinis fulvioroccodemarinis@gmail.com (Fulvio Rocco de Marinis)
Presentato il “Piano Evacuazione Vesuvio” pronti ad evacuare 700 mila persone - di Fulvio Rocco de Marinis http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/489/1/presentato-il--piano-evacuazione-vesuvio--pronti-ad-evacuare-700-mila-persone---di-fulvio-rocco-de-marinis

Anche se al momento non esiste alcun segnale di allarme, specie dopo il terremoto che ha colpito l’Italia centrale ad agosto, è doveroso preparare adeguatamente un futuro di sicurezza per i tanti cittadini che abitano nella zona limitrofa al Vesuvio: nei 25 Comuni dell'area vesuviana compresi nel piano di emergenza, tra i quali figura anche Napoli, vi sono oltre 672 mila residenti. Il vulcano napoletano, a causa dell'elevata urbanizzazione sviluppatasi dal dopoguerra in poi nell'area di base e nella parte pedemontana del Vesuvio, caratterizza, oramai, un territorio considerato ad alto rischio vulcanico tale da essere definito come il vulcano più temibile al mondo. Due sono le zone rosse definite dalla protezione civile: la prima, delimitata dalla linea nera Gurioli, è quella definita ad alta pericolosità perché , oltre ad altre fenomenologie (lava, lahar, ecc.), può essere invasa dai micidiali flussi piroclastici; la seconda è definita pericolosa perché statisticamente è quella su cui potrebbe abbattersi una pericolosa e consistente pioggia di cenere e lapilli. La nuova zona gialla è stata approvata ufficialmente il 19 gennaio 2016 ed interessa l’area esterna alla zona rossa esposta alla significativa ricaduta di cenere vulcanica e di materiali piroclastici che interessa 63 Comuni e tre circoscrizioni del Comune di Napoli.

Il programma Vesuvio è stato presentato nella mattinata del 12 ottobre a palazzo Santa Lucia dal presidente della giunta e dal capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio il quale ha voluto precisare che “non ci sono emergenze alle porte, non bisogna creare allarmismi ma lavorare in maniera ordinata e organizzata per essere pronti ad affrontare qualunque emergenza. Anche dopo l'esperienza del sisma in centro Italia veniamo richiamati all'obbligo di prevedere e prepararci alle emergenze. […] Immaginare l’evacuazione di 700 mila persone non è una operazione facile, ma il rischio vulcanico coinvolge le istituzioni a tutti i livelli”. Previsti quattro livelli di allerta: base, attenzione, preallarme e allarme (in quest’ultima fase la popolazione sarà obbligata a lasciare la zona rossa entro 72 ore). Due i livelli operativi del piano: in caso di preallarme l’evacuazione riguarderà in modo particolare persone disabili e allettate. Saranno messi in sicurezza anche i beni culturali. Il primo spostamento avverrà nelle zone cosiddette di attesa, da queste zone in seguito i cittadini verrano spostati nelle zone di incontro, gestite dalla Regione che poi si farà carico di spostare i cittadini nelle Regioni gemellate. Il piano, in modo particolare in caso di eruzione del Vesuvio, si sostanzia, infatti, sul gemellaggio tra i Comuni della «zona rossa» e le Regioni. Nel piano saranno coinvolte anche Anas, Autostrade, Ferrovie dello Stato e, soprattutto, i porti di Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia, fondamentale è completare nei prossimi mesi la rete infrastrutturale che sarà di supporto al piano di evacuazione, previsto infatti l’impiego di 500 bus e 220 treni al giorno per l'evacuazione in sole 72 ore. 

La Regione Campania ha approvato le linee guida e poi stanziato 14 milioni di euro per i Comuni grazie ai fondi europei dell’agenda 2007-2013. In base alla legge 100 del 2012 , ogni amministrazione locale ha avuto 90 giorni di tempo per mettersi in regola: attualmente sono 135 i Comuni che si sono messi in regola con il piano locale di Protezione civile (che non riguarda solo il rischio sismico e vulcanico ma anche le altre calamità naturali, come ad esempio le alluvioni). Ad oggi quindi mancano i piani di evacuazione di 4/5 Comuni ma entro la fine di ottobre tutti i 25 Comuni coinvolti dal piano di evacuazione dovranno presentare i propri piani di Protezione Civile. In caso di necessità il sistema funzionerà solo se ciascun soggetto saprà fare correttamente la propria parte, fondamentale sarà il Programma di informazione da distribuire alle scuole e alle famiglie ed il lavoro dei Comuni per realizzare piani informativi e di evacuazione assolutamente efficienti.

Fulvio Rocco de Marinis

]]>
Fri, 11 Nov 2016 18:27:44 +0000 http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/489/1/presentato-il--piano-evacuazione-vesuvio--pronti-ad-evacuare-700-mila-persone---di-fulvio-rocco-de-marinis fulvioroccodemarinis@gmail.com (Fulvio Rocco de Marinis)
Agenzia europea della guardia costiera e di frontiera - di Fulvio Rocco de Marinis http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/488/1/agenzia-europea-della-guardia-costiera-e-di-frontiera---di-fulvio-rocco-de-marinis

Libera circolazione all'interno dell'UE e maggiore sicurezza delle frontiere esterne: l’Agenzia europea della guardia costiera e di frontiera

Ad un anno dalla proposta della Commissione europea, il 6 ottobre 2016 è stata ufficialmente varata l'Agenzia europea della guardia costiera e di frontiera, pensata per rafforzare le frontiere esterne dell’Unione europea (UE), contribuendo al ripristino del normale funzionamento degli Accordi di Schengen.

Un anno fa, la Commissione europea aveva proposto la creazione di una guardia costiera e di frontiera europea per gestire più efficacemente sia la pressione migratoria, sia le esigenze di sicurezza interna. Nella proposta della Commissione, la guardia costiera e di frontiera europea sarebbe stata composta dall'Agenzia europea per la guardia costiera e di frontiera, congiuntamente con le Autorità nazionali e dalle guardie costiere nazionali che si occupano del controllo e della gestione delle frontiere. La nuova Agenzia avrebbe rafforzato l'attuale Agenzia europea per le gestione delle frontiere esterne (FRONTEX) ampliandone il mandato nel campo della gestione delle risorse proprie, dello svolgimento autonomo delle operazioni di rimpatrio e di ricerca e salvataggio in mare. L'Agenzia, inoltre, era stata pensata anche come uno strumento per l'attuazione di misure anti-terrorismo, essendo dotata della facoltà di trattare i dati personali delle persone sospettate e collaborando altre agenzie dell’Unione e organizzazioni internazionali in tema di prevenzione del terrorismo.

Un anno dopo la proposta della Commissione, il 6 ottobre 2016 è stata ufficialmente lanciata l'Agenzia europea della guardia costiera e di frontiera. L'evento inaugurale si è svolto presso un luogo simbolico: il checkpoint di frontiera Kapitan Andreevo, alla frontiera esterna della Bulgaria con la Turchia. Durante l'evento inaugurale, vi è stata la presentazione dei veicoli, delle attrezzature e delle squadre della nuova agenzia, e una conferenza stampa alla presenza del Commissario per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza Dimitris Avramopoulos, il Primo ministro bulgaro Boyko Borissov, la vice Primo ministro e Ministro dell’Interno bulgara Rumiana Bachvarova, il Segretario di Stato del Ministero dell'Interno della Repubblica slovacca Denisa Sakova, il Direttore esecutivo dell'Agenzia europea della guardia costiera e di frontiera Fabrice Leggeri.

La nuova Agenzia monitorerà costantemente le frontiere esterne dell’UE e, collaborando proficuamente con Stati membri, si impegna ad identificare ed eventualmente affrontare minacce alla sicurezza. Il nuovo mandato dell'Agenzia è notevolmente rafforzato. Il personale permanente dell’Agenzia verrà raddoppiato; l’Agenzia acquisterà autonomamente attrezzature proprie per le operazioni alle frontiere esterne; sarà dotata di una squadra di riserva rapida composta da almeno 1 500 guardie.

Così strutturata, la guardia costiera e di frontiera europea garantirà in maniera più efficace l'applicazione delle norme dell'Unione europea in materia di controllo e gestione  delle frontiere esterne dell'UE, delineando un nuovo approccio alla gestione della sicurezza interna ed esterna all'Unione.  

Fulvio Rocco de Marinis

]]>
Tue, 8 Nov 2016 19:44:47 +0000 http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/488/1/agenzia-europea-della-guardia-costiera-e-di-frontiera---di-fulvio-rocco-de-marinis fulvioroccodemarinis@gmail.com (Fulvio Rocco de Marinis)
Gioco d’azzardo: nuova piaga della società contemporanea - di Fulvio Rocco de Marinis http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/487/1/gioco-dazzardo-nuova-piaga-della-societa-contemporanea---di-fulvio-rocco-de-marinis

Il gioco d'azzardo è una vera e propria malattia. Da alcuni anni, tuttavia, numerosi studi hanno dimostrato che il gioco d'azzardo, oltre a distruggere chi ne è vittima, costituisce una vera e propria piaga per la società contemporanea dal punto di vista morale, economico e umano, come ha dichiarato di recente il Ministero dell'Interno.

La ludopatia, o gioco d'azzardo patologico, è una patologia. Essa rende incapaci di reagire di fronte all'impulso di giocare d’azzardo o fare scommesse. Si tratta di una malattia che possiede alcuni sintomi del disturbo ossessivo compulsivo, che rende consapevole l'individuo affetto ma che, al contempo, immobilizza la sua capacità di reagire. Chi è affetto da ludopatia può distruggere totalmente la propria vita. Si può arrivare a trascurare lo studio, il lavoro e finanche a commettere furti o frodi per far fronte a delle vere e proprie catastrofi finanziarie. Diverse possono essere le cause all'origine di tale disturbo patologico, alcune sono di origine genetica altre dipendono da fattori ambientali. Data l'entità di tale patologia e le sue distruttive conseguenza, con il Decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito successivamente con modificazioni dalla Legge 8 novembre 2012, n. 189, a ludopatia è stata inserita tra i livelli essenziali di assistenza (Lea), con la previsione di prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione dedicati alle persone affette da questa grave patologia. Da ciò si evince come la ludopatia sia diventata un importante problema di salute pubblica.

Tuttavia, gli ultimi dati dimostrano che sarebbe riduttivo e superficiale considerare la ludopatia meramente come un problema di salute pubblica. Essa è, infatti, diventata una vera e propria piaga della nostra contemporaneità, con costi sociali elevatissimi che gravano sui principi morali, sull'etica e sulla legalità. Recentemente è stato sottolineato il rinnovato interesse della criminalità organizzata per i giochi, sia di natura legale, sia di natura illegale al fine di continuare a mantenere le attività criminose.  Ad esempio, è stato scoperto che, tramite il controllo delle slot nei locali, diverse associazioni malavitose riescono a reimpiegare capitali e a garantire il pagamento degli stipendi ai numerosissimi affiliati detenuti, utilizzando così il gioco d'azzardo per un duplice scopo, far soldi e "lavarli".

Occorre, dunque, prevenire e contrastare gli effetti degeneri del gioco d'azzardo, divenuto oramai una minaccia alla legalità e all'integrità morale della società contemporanea. Nelle parole del Viceministro dell’Interno, Filippo Bubbico, pronunciate il 6 ottobre 2016, in occasione dell'accordo tra la Federazione Gioco Calcio e la società di scommesse e giochi online, Intralot : "Il gioco d’azzardo rappresenta un costo sociale enorme per la nostra società. Un vulnus grave in termini umani, sociali, morali. Chi rappresenta i valori sani dello sport, dell’etica, della legalità, della competizione positiva, del gioco di squadra, non può legarsi a uno sponsor che rappresenta interessi diversi e che, indirettamente, espone tantissime persone e molti giovani a un rischio gravissimo, come quello del gioco d’azzardo e delle ludopatie". 

Fulvio Rocco de Marinis

]]>
Fri, 4 Nov 2016 18:15:55 +0000 http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/487/1/gioco-dazzardo-nuova-piaga-della-societa-contemporanea---di-fulvio-rocco-de-marinis fulvioroccodemarinis@gmail.com (Fulvio Rocco de Marinis)
Unfinished: come si raccontano i beni confiscati e le opere mai finite - di Fulvio Rocco de Marinis http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/486/1/unfinished-come-si-raccontano-i-beni-confiscati-e-le-opere-mai-finite---di-fulvio-rocco-de-marinis

Istantanee di Campania, Calabria, Puglia e Sicilia che raccontano un viaggio particolare, affascinante ed a tratti deprimente attraverso i beni confiscati e le opere mai terminate più famose del Sud Italia. Autrice della mostra “Unfinished - Architetture criminali” la fotoreporter napoletana Adelaide Di Nunzio, già collaboratrice di agenzie, quotidiani e riviste internazionali (come Grazianeri, Vanity Fair, Sunday Times e Corriere della Sera) che ha catturato in bianco e nero il degrado di quegli edifici abusivi mai terminati ed il particolare gusto kitsch, con i suoi marmi e tessuti barocchi, delle ville sequestrate alla criminalità organizzata. Venti immagini, tra Rosarno, Cinisi, Casal di Principe e Bari, dove non vediamo nessun tipo di elemento umano, ma sono immagini che per forza di cose lo sottintendono  poiché è l’uomo l’artefice del degrado e delle storie raccontate attraverso quelle opere mai terminate e degli eccessi esibiti dai malavitosi che si trasformano, troppo spesso, in paesaggi “normali” a cui con il tempo tendiamo ad abituarci. Venti immagini sia per interrogarsi sul territorio, attraverso un approccio di tipo antropologico e sociale, sia per portare l’osservatore a riflettere sul tema attraverso un canale emotivo rappresentato dal fotoreportage in bianco e nero che rappresenta il territorio così com’è, senza trucchi o pregiudizi. La mostra, curata da Saverio Ammendola, sarà inaugurata giovedì 27 ottobre alle 18 a Napoli, negli spazi della Mediterranea, in Via Carlo de Cesare 60, a partecipazione gratuita, resterà in allestimento fino al 26 novembre.

“Nel potente bianco e nero del reportage - scrive Antonio Vesco (antropologo dell’Università di Torino), nella presentazione - ville, palazzi, interni lussuosi e grandi giardini kitsch divengono immagini forti. Il loro compito è quello di ricordarci che gli autori ultimi dello scempio sono gli stessi ideatori delle costruzioni ritratte, con i loro immaginari di ricchezza, le loro smanie di dominio, l'incapacità di concepire il territorio in un'ottica comunitaria.”

Dal 2011 inoltre è stata prevista, inoltre, secondo l’articolo 44 bis del decreto legge 6 dicembre 2011, successivamente convertito nella legge 214 del 22 dicembre 2011, l’Anagrafe delle Opere pubbliche Incompiute di interesse nazionale. Nella tabella vengono segnalati per ogni opera la stazione appaltante, le risorse, la percentuale di lavori compiuti e le cause rilevanti dell’interruzione. Ed il quadro raccontato non è dei più felici (secondo gli ultimi dati del 2014): con 868 opere incompiute, 1,4 miliardi di euro per completarle e con uno spreco complessivo per le casse dello Stato di 4 miliardi di euro (quasi 166 euro a famiglia). I dati ci illustrano che gli sprechi non hanno colore politico o differenze territoriali, dal nord al sud il fenomeno delle opere incompiute è assolutamente trasversale.

Fulvio Rocco de Marinis

]]>
Wed, 2 Nov 2016 18:39:28 +0000 http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/486/1/unfinished-come-si-raccontano-i-beni-confiscati-e-le-opere-mai-finite---di-fulvio-rocco-de-marinis fulvioroccodemarinis@gmail.com (Fulvio Rocco de Marinis)
Sisma del centro Italia, un mese dopo: approvato il decreto legge terremoto - di Fulvio Rocco de Marinis http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/485/1/sisma-del-centro-italia-un-mese-dopo-approvato-il-decreto-legge-terremoto---di-fulvio-rocco-de-marinis

Ad un mese dal sisma che ha sconvolto il centro Italia (sono state più di 11.500 le repliche di terremoto che hanno scosso il reatino a partire dal 24 agosto), sismologi e geologi dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia sono ancora sul campo per comprendere il comportamento di una zona complessa come quella dell’Appennino. Il sisma ha portato con sé 298 vittime e, secondo il Capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio, danni stimati in almeno 4 miliardi di euro, poiché non ha colpito solo i luoghi dove ci sono state vittime ma ha creato lesioni importanti in altre zone limitrofe. Secondo l'ultimo censimento fornito dalla protezione civile, nelle quattro regioni colpite dal sisma un mese fa sono assistite complessivamente, nei campi, in altre strutture o presso gli alberghi, 2.714 persone, 770 quelle nel Lazio, 794 alloggiate nelle Marche, 482 in Umbria e 174 in Abruzzo. Il Terremoto ha distrutto le case, ma non la forza di un popolo che vuole ripartire: ad Amatrice è cominciato intanto lo smantellamento della tendopoli per far spazio alle aree che dovranno ospitare le soluzioni abitative d'emergenza, ossia abitazioni di legno semimobili, completamente arredate e dalla grandezza di 4.80 per 8 metri comprendenti una veranda, cucina abitabile, due camere da letto, due bagni ed aria condizionata. Per i tempi di realizzazione delle cosiddette “casette” il Capo della Protezione civile conferma la stima di “sette mesi al massimo”.

L’obiettivo principale del Governo viene ribadito anche oggi giorno di approvazione a Palazzo Chigi del decreto legge contenente le misure urgenti relative al terremoto del 24 agosto: ricostruire tutto com’era prima. Nel provvedimento sono inseriti i piani per la ricostruzione delle zone devastate dal sisma. Il post terremoto è stato diviso in tre fasi: l’intervento immediato, la ricostruzione che partirà con il decreto e che richiederà anni per riportare i paesi dove erano e come erano, ed il terzo aspetto ossia la prevenzione. In 53 articoli il decreto approvato dal Consiglio dei Ministri stanzia 200 milioni e “ulteriori misure per un totale di 300 milioni”. L’affermazione è del sottosegretario De Vincenti che ha inoltre sottolineato che per la ricostruzione verrà messa in campo una cifra "notevolmente più consistente: le stime parlano di 3,5 miliardi per edifici privati e un miliardo per edifici pubblici”. Novità del decreto è che anche le seconde case del “cratere” saranno restaurate in maniera tale da mantenere, nelle intenzioni del governo, viva l’economia del territorio. I provvedimenti nel dettaglio per tutti i 62 comuni interessati dal decreto saranno molteplici: risarcimento integrale per le case e gli edifici colpiti, prestito d'onore per il riavvio delle attività produttive, cassa integrazione in deroga per i lavoratori di imprese coinvolte nel sisma, rinvio di imposte e tasse per quanti (singoli e imprese) documenteranno che l'impossibilità del pagamento è strettamente connessa al terremoto. Le risorse dei finanziamenti comprendono miglioramenti ed adeguamenti sismici in maniera tale che un terremoto del 6° grado non possa più provocare vittime e crolli in quei territori. Il decreto prevede l'indennizzo, fino al 100%, dei costi per la riparazione, il ripristino o la ricostruzione degli immobili ad uso produttivo agricolo, distrutti o danneggiati, comprese le abitazioni degli agricoltori: il rilancio del settore agricolo e agroindustriale è un punto di partenza per la promozione e la commercializzazione dei prodotti tipici dei luoghi colpiti dal sisma. Per le Pmi ci saranno aiuti fino a 30mila euro per la ripresa delle attività, a tasso zero da rimborsare in 10 anni, e fino a 600mila euro per nuove imprese, da rimborsare in otto anni, sempre a tasso zero. Mentre il termine per gli adempimenti tributari e contributivi sarà congelato fino alla fine dell’anno.

“Parole chiave per la ricostruzione saranno legalità e trasparenza. - ha affermato il commissario speciale alla ricostruzione Vasco Errani - […] Dobbiamo uscire dalla logica emergenziale e programmare la qualità e la bellezza dei luoghi”. In progetto la creazione di un “open data” in modo tale che sia pienamente verificabile a quale progetto della ricostruzione verranno attribuiti i finanziamenti di cittadini, aziende, Stati esteri, solo con le donazioni fatte con gli sms ,infatti, sono stati raggiunti 15 milioni di euro. Il decreto prevede, oltre alla supervisione dell’Anac, una centrale unica di committenza, un albo delle imprese e uno dei professionisti, oltre a garantire dati costantemente aggiornati

Fulvio Rocco de Marinis

]]>
Mon, 31 Oct 2016 19:33:18 +0000 http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/485/1/sisma-del-centro-italia-un-mese-dopo-approvato-il-decreto-legge-terremoto---di-fulvio-rocco-de-marinis fulvioroccodemarinis@gmail.com (Fulvio Rocco de Marinis)
La sicurezza stradale parte anche dai banchi di scuola http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/484/1/la-sicurezza-stradale-parte-anche-dai-banchi-di-scuola

Nell’ambito delle varie iniziative di educazione stradale poste in essere in sinergia tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ed il Ministero dell’Istruzione, la Direzione Generale per la sicurezza stradale ha messo a disposizione degli Istituti Scolastici i progetti finora realizzati con lo scopo di promuovere e diffondere tra gli studenti italiani la cultura della sicurezza stradale, tali progetti sono scaricabili, previa registrazione, sul sito del portale dell’automobilista. L'educazione stradale comincia a scuola: il ministero dell'Istruzione e quello delle Infrastrutture hanno lanciato il nuovo portale www.edustrada.it, uno spazio interattivo dedicato alla raccolta e allo scambio di contenuti informativi e didattici, aperto anche ai suggerimenti dei ragazzi. Uno strumento di prevenzione contro gli incidenti stradali che, ha spiegato il sottosegretario Miur Gabriele Toccafondi « in Italia hanno numeri ancora troppo elevati».

Prevenzione e controllo possono interrompere il cosiddetto 'paradosso del giovane guidatore', per il quale una condotta di guida imprudente e senza conseguenze rafforza la convinzione di essere immune dai rischi, purtroppo gli incidenti stradali in Italia sono la prima causa di morte per i giovani tra i 15 e i 24 anni sui circa settemila chilometri della rete autostradale italiana e sulle principali strade extraurbane. A marzo 2016 il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha avviato proprio sul tema della sicurezza stradale la campagna di comunicazione “Sulla buona strada” con cinque spot sulle principali cause di incidenti mortali dovuti ai comportamenti sbagliati sulla strada e rivolta a tutti i guidatori con l’obiettivo di mantenere alto il livello di attenzione, aumentando al contempo l’informazione diretta all’opinione pubblica sui rischi connessi all’uso dei veicoli e sull’importanza del rispetto delle norme del Codice della strada. "Mettersi per strada è una cosa seria. Alla guida di un’auto o di altri mezzi, siamo tutti chiamati alla responsabilità verso la nostra vita e quella degli altri” ha affermato il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio. Ed intanto i delegati dei 120 Paesi associati all'organizzazione mondiale della strada e i maggiori esperti mondiali che si occupano di sicurezza stradale hanno deciso di incontrarsi a fine settembre e confrontarsi al meeting internazionale sulla sicurezza stradale organizzato dall'Anas e dall'Associazione mondiale della strada (World Road Association). Obiettivo dell’incontro confrontare le politiche e i programmi degli Stati in materia di sicurezza stradale e fare il punto sui programmi di sviluppo delle smart road per le auto senza conducente in Italia.

Per alzare il livello di sicurezza sulle strade ci vuole un cambiamento culturale, costruito anche attraverso un linguaggio adeguato soprattutto se i destinatari della comunicazione sono i giovani: la comunicazione quindi risulta uno strumento irrinunciabile di prevenzione. Solo una sicurezza partecipata e condivisa da tutti gli attori della sicurezza Stradale può consentire il raggiungimento dell'obiettivo della Commissione europea di dimezzare la mortalità per incidenti stradali. La sicurezza sulla strada è responsabilità di ciascuno di noi, ed ogni singolo, attraverso il proprio comportamento, è coinvolto e chiamato in causa personalmente ogni giorno quando si mette alla guida del suo mezzo di locomozione, per sé e per gli altri.

Fulvio Rocco de Marinis

]]>
Sun, 30 Oct 2016 06:44:31 +0000 http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/484/1/la-sicurezza-stradale-parte-anche-dai-banchi-di-scuola fulvioroccodemarinis@gmail.com (Fulvio Rocco de Marinis)
Sant’Ambrogio: patrono del Corpo Prefettizio http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/483/1/santambrogio-patrono-del-corpo-prefettizio

Il 22 novembre 2005, in seguito alla richiesta del Cardinale Presidente della CEI, la Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti ha confermato la proclamazione di Sant’Ambrogio quale Patrono del Corpo Prefettizio.

Aurelio Ambrogio (Aurelius Ambrosius), conosciuto come sant'Ambrogio (Treviri, incerto 339-340 – Milano, 397) è stato un vescovo, scrittore e santo romano, personalità di spicco nella Chiesa del IV secolo. È venerato come santo da tutte le Chiese cristiane. In particolare, la Chiesa Cattolica lo annovera tra i quattro massimi dottori della Chiesa d'Occidente, insieme a San Girolamo, Sant'Agostino e San Gregorio I Papa.

Dopo cinque anni di avvocatura a Sirmio, nel 370 Sant’Ambrogio venne nominato governatore della provincia romana Aemilia et Liguria, con sede a Milano, dove divenne una figura di rilievo nella corte dell'imperatore Valentiniano I. Grazie alle sue abili doti di funzionario ligio al dovere, Sant’Ambrogio seppe dirimere pacificamente le controversie tra ariani e cattolici, guadagnando ampio apprezzamento da parte di entrambe le fazioni.

Divenuto Vescovo, Sant’Ambrogio abbracciò uno stile di vita ascetico. Donava beni ai poveri, cedendo finanche i suoi possedimenti terrieri. Sant’Ambrogio visse la sua vita all’insegna della carità, ponendo sotto la sua ala protettrice tutti i cittadini affidati alle sue cure. Per citare un esempio tra tanti, Sant'Ambrogio non ebbe paura a rompere i Vasi Sacri e destinare il ricavo della vendita al pagamento del riscatto per il rilascio di prigionieri.

Ambrogio fece costruire varie basiliche. Quattro di queste sono poste ai lati della città di Milano, quasi a voler formare un quadrato protettivo, o volendo riprodurre la forma di una croce. Tali basiliche corrispondo attualmente a: 1. San Nazaro (presso la Porta Romana, allora era la Basilica Apostolorum); 2.San Simpliciano (sulla parte opposta); 3.Sant'Ambrogio (collocata a sud-ovest, chiamata originariamente Basilica Martyrum); 4.San Dionigi.

Conosciuto anche come Ambrogio di Treviri, per il luogo di nascita, oggi il patrono del Corpo Prefettizio è noto a tutti come Sant’Ambrogio di Milano, la città di cui assieme a San Carlo Borromeo e San Galdino è patrono e della quale fu vescovo dal 374 fino alla morte. Le sue spoglie riposano nella basilica milanese a lui dedicata.

La richiesta della proclamazione di Sant’Ambrogio a Santo Patrono del Corpo Prefettizio è stata inoltrata alla CEI dal Ministero dell’Interno. Le motivazioni di tale richiesta risiedono nella coerenza tra la vita del Santo e i valori e le responsabilità cui è chiamato ad ispirarsi e farsi carico tutto il Corpo. Vi è stato, infatti, il riconoscimento dei più nobili valori che sono alla base del Corpo Prefettizio nella personalità e nell’opera di Sant’Ambrogio, il quale diviene così guida e modello da seguire per ogni singolo componente del Corpo Prefettizio italiano. 

Fulvio Rocco de Marinis

]]>
Wed, 26 Oct 2016 18:08:53 +0000 http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/483/1/santambrogio-patrono-del-corpo-prefettizio fulvioroccodemarinis@gmail.com (Fulvio Rocco de Marinis)
Le espulsioni a sostegno della sicurezza nazionale http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/482/1/le-espulsioni-a-sostegno-della-sicurezza-nazionale

Il 2 ottobre 2016, con l’espulsione di 5 cittadini macedoni residenti a Ronchi dei Legionari (Gorizia) sale a 121 il numero degli estremisti islamici espulsi dal gennaio 2015 ad oggi su decreto del Ministero dell’Interno. L’espulsione è avvenuta a seguito di lunghe e complesse indagini su un account Facebook, dove venivano pubblicati da parte dei soggetti in questione numerosi video e documenti che inneggiavano allo Stato Islamico. Le attività investigative hanno altresì documentato l’odio ideologico-religioso e l’esultanza dei soggetti in questione in occasione dei diversi, recenti attacchi terroristici che hanno colpito l’Europa.

La Costituzione della Repubblica italiana, all’Art.10, secondo comma, dispone che "la condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali", di fatto sottraendo alla discrezionalità dell’azione amministrativa la disciplina della condizione giuridica dello straniero. La norma costituzionale, inoltre, oltre a disporre che la materia in questione non sia regolata da un atto normativo secondario, rafforza altresì la riserva richiedendo che le norme sul trattamento dello straniero sia conformi alle regole e ai principi del diritto internazionale pubblico.

Alla luce della disciplina vigente, lo straniero, inteso come "chi non è cittadino di uno Stato membro delle Comunità europee" (Art. 1 Convenzione di applicazione degli Accordi di Schengen),  "comunque presente alla frontiera o nel territorio dello Stato", è soggetto di diritto al quale sono riconosciuti i "diritti fondamentali della persona umana previsti dalle norme di diritto interno, dalle Convenzioni internazionali in vigore e dai principi di diritto internazionale generalmente riconosciuti". Lo straniero, da parte sua, può uscire dal territorio nazionale volontariamente oppure in conseguenza di un provvedimento di espulsione, di estradizione e di respingimento. Tra questi, l'espulsione rientra nella categoria degli ordini di polizia, ossia degli atti con i quali l'autorità di pubblica sicurezza comanda o vieta al destinatario un determinato comportamento, ma si da questi si distingue poiché l'ordine di espulsione, sempre disposto sul presupposto della presenza dello straniero sul territorio, viene eseguito a cura di una autorità diversa (il Questore) da quella che l'ha emanato (il Ministro o il Prefetto), e comporta il divieto di reingresso.

In particolare il T.U. sull'immigrazione n. 286 prevede tre diversi tipi di espulsione: l'espulsione amministrativa; l'espulsione a titolo di misura di sicurezza; l'espulsione a titolo di sanzione sostitutiva della detenzione. L’espulsione dei 5 cittadini macedoni è una tipica fattispecie di espulsione a titolo di misura di sicurezza. Tale misura è disposta dal giudice nei confronti dello straniero condannato per taluno dei reati per i quali è previsto l'arresto obbligatorio o facoltativo in flagranza (artt. 380-381 codice di procedura penale), qualora sia ritenuto socialmente pericoloso.

Come dimostrato da quanto accaduto il 2 ottobre 2016, i provvedimenti di espulsione acquistano ancor più rilevanza nell’attuale scenario internazionale minacciato dal terrorismo. Durante questo difficile periodo storico, per garantire la sicurezza nazionale, occorre agire in via preventiva. La prevenzione, infatti, si configura e si conferma giorno dopo giorno come uno degli strumenti strategici per diminuire il livello di rischio terrorismo in Italia. 

Fulvio Rocco de Marinis

]]>
Sun, 23 Oct 2016 19:00:19 +0000 http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/482/1/le-espulsioni-a-sostegno-della-sicurezza-nazionale fulvioroccodemarinis@gmail.com (Fulvio Rocco de Marinis)
Leggi internazionali e politica d’immigrazione, come cambierà il futuro dell’Europa http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/481/1/leggi-internazionali-e-politica-dimmigrazione-come-cambiera-il-futuro-dell-europa

Sul sito del Parlamento Europeo, alla pagina “politiche d’immigrazione” troviamo i principi a cui gli stati membri si ispirano riguardo a questo importante e fondamentale argomento per il futuro dell’Europa: “Una politica migratoria europea lungimirante e globale, fondata sulla solidarietà, rappresenta un obiettivo fondamentale per l'Unione europea. La politica migratoria punta a stabilire un approccio equilibrato per affrontare sia l'immigrazione regolare sia quella clandestina.”

All’Unione spettano competenze legate non solo alla migrazione legale all’interno degli Stati membri (con facoltà di stabilire i tassi di ammissione e di definire le condizioni di ingresso e soggiorno dei cittadini di paesi terzi), ma anche la prevenzione e la riduzione, attraverso un’efficace politica di rimpatrio, dell’immigrazione irregolare. Al fine di promuovere l'integrazione di cittadini di paesi terzi che soggiornano legalmente nel paese, inoltre, l'Unione può fornire incentivi e sostegno a favore degli Stati membri. Basandosi sugli articoli del trattato di funzionamento dell’Unione europea (numero 79 ed 80), l’obiettivo principale dell’Unione è, quindi, quello di instaurare un approccio equilibrato per trattare la migrazione legale e contrastare quella illegale, coniugando tutto questo in base al trattato di Lisbona (entrato in vigore a Dicembre 2009), il quale afferma che le politiche d’immigrazione sono governate dal principio di solidarietà e di equa ripartizione della responsabilità tra gli Stati membri (inclusi quelli sul piano finanziario). Finora è stato in vigore il Principio di Dublino in base al quale si decise, a livello europeo, che l’immigrato in cerca di asilo sarebbe stato accolto dal paese di primo sbarco. Per rispondere sia alla situazione di emergenza, specialmente in Italia e Grecia, sia alla crisi nel Mediterraneo e per gestire la migrazione in ogni suo aspetto nei prossimi anni, la Commissione europea ha approvato il piano dell’Unione per una nuova politica dell’immigrazione che si focalizzerà su diverse azioni a lungo termine e quattro importanti azioni immediate ossia:

  • la ripartizione dei migranti che verranno ridistribuiti tra gli stati membri tenendo conto, secondo il sistema di emergenza previsto dall’articolo 78, dei parametri del pil, popolazione, livello di disoccupazione e rifugiati già presenti sul territorio nazionale, per aiutare gli stati membri interessati da un afflusso improvviso di migranti (secondo queste cifre l’Italia accoglierà l’11,84% dei migranti);
  • il lancio di un’operazione navale per smantellare, in rispetto alle regole del diritto internazionale, il traffico di essere umani provenienti da paesi terzi, soprattutto in Libia, con possibili missioni nei vari porti per sequestrare e distruggere i barconi dei trafficanti di esseri umani;
  • il rafforzamento delle operazioni di sorveglianza delle frontiere dell’Agenzia Frontex e il triplicamento delle capacità e dei mezzi per Triton e Poseidon attraverso un aumento del raggio d’azione di intervento per ricerca e salvataggi in mare.
  • il reinsediamento dei rifugiati che già vivono nei campi profughi dei paesi terzi e che hanno un diritto già accertato alla protezione internazionale, i quali verranno accolti nei paesi dell’Unione in percentuali diverse da paese a paese: all’Italia andranno il 9,94% dei migranti.

La novità di maggior rilievo, nel lungo termine, è la proposta di creare un sistema di quote obbligatorie di ripartizione tra tutti i paesi europei dei migranti già presenti sul territorio dell’Unione, come gli stranieri nei nostri pienissimi centri di accoglienza che verrebbero così divisi tra gli altri Stati membri con un criterio di quote obbligatorie al quale nessun governo potrà sottrarsi. Altro cambiamento importante nel medio termine è quello della revisione delle politiche di asilo, in base al quale uno straniero una volta riconosciuto lo status di rifugiato potrà trasferirsi da una nazione all’altra all’interno dell’Ue diventando un asilante europeo e non solo del paese originario come succede oggi. Se passerà l’Agenda dovrà poi essere approvata dal Consiglio (i governi) e dal Parlamento di Strasburgo. Sicuro è che in Europa, specialmente dopo la strage di circa 900 migranti morti nel Canale di Sicilia, si stia sviluppando una nuova sensibilità sulle tragedie che periodicamente si consumano nel Mediterraneo.

Fulvio Rocco de Marinis

]]>
Tue, 18 Oct 2016 20:43:04 +0000 http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/481/1/leggi-internazionali-e-politica-dimmigrazione-come-cambiera-il-futuro-dell-europa fulvioroccodemarinis@gmail.com (Fulvio Rocco de Marinis)
Il Giudice Livatino: rappresentante delle Istituzioni, grande esempio di legalità http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/480/1/il-giudice-livatino-rappresentante-delle-istituzioni-grande-esempio-di-legalita

Il 21 settembre 1990, il Giudice Rosario Livatino venne assassinato dalla cosiddetta “Stidda”, organizzazione criminale italiana di stampo mafioso, che opera in prevalenza in Sicilia nelle province di Agrigento, Caltanissetta, Enna e Ragusa. Nel giorno della commemorazione della sua morte, le Istituzioni si stringono attorno al ricordo di questo Magistrato, un grande esempio di legalità, coraggio e speranza in un futuro libero dalla malavita.

Rosario Livatino nacque a Canicattì in provincia di Agrigento nel 1952. Dopo aver conseguito la maturità classica, Rosario Livatino si iscrive presso la facoltà di Giurisprudenza di Palermo nel 1971, dove consegue la laurea con lode nel 1975. Entra in Magistratura presso il Tribunale di Caltanissetta nel 1978 dopo aver scalato la graduatoria del concorso per uditore giudiziario. Nel 1979 diviene sostituto procuratore presso il Tribunale di Agrigento e riveste questa carica fino al 1989, quando diviene giudice a latere. Durante l’esercizio della sua attività, il Giudice Livatino si occupò di quella che sarebbe divenuta la Tangentopoli Siciliana, che avrebbe inferto successivamente dei colpi bassi alla mafia attraverso lo strumento della confisca dei beni. Mentre si recava in tribunale senza scorta, il Giudice Livatino venne assassinato il 21 settembre 1990 per mano di sicari assoldati dalla Stidda agrigentina.

Ogni anno il 21 settembre, le Istituzioni commemorano la morte del Giudice, simbolo della lotta contro la criminalità organizzata. In occasione delle commemorazioni del 2015, su disposizione della Presidenza della Repubblica, l’associazione d'Impegno Civico e Antimafia "Tecnopolis" e quella "Amici del Giudice Rosario Livatino" sono state insignite della medaglia proprio per l’impegno profuso sul territorio agrigentino a sostegno della memoria del Giudice assassinato brutalmente. Anche quest’anno, il 21 settembre 2016, a 26 anni dall’assassino di Rosario Livatino, le Istituzioni hanno ricordato la sua fede nella giustizia e nelle legalità e il suo coraggio.  La figura del Giudice Livativo è stata ricordata, in particolare, dal Ministero dell’Interno, che ha preso spunto dalla commemorazione per ricordare che la lotta alla mafia non si è ancora esaurita. Anzi, ancor più numerose sono la determinazione e le azioni volte ad ostacolare e, infine, eradicare la criminalità organizzata.

Da questo punto di vista, la breve vita e il breve operato dal Giudice Livatino sono un grande esempio di forza, volontà a speranza, non solo per la Sicilia e i siciliani, ma per l’Italia intera. Infatti, il sacrificio della sua vita, come quella di tanti altri Giudici che non hanno avuto paura di combattere la mafia, non è stato per nulla vano. È servito a fare dei passi da gigante nella consapevolezza dell’esistenza e della ramificazione del fenomeno mafioso. È servito a mappare, studiare e monitorare le infiltrazioni mafiose. È servito a studiare le strategie migliori per affrontare la criminalità organizzata. Tutto ciò è un’eredità inestimabile per l’Italia che sta dalla parte della legalità, simbolo di coraggio e speranza in un futuro migliore così come sono state la vita e le azioni di Rosario Livatino.

Fulvio Rocco de Marinis

]]>
Thu, 13 Oct 2016 23:10:15 +0000 http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/480/1/il-giudice-livatino-rappresentante-delle-istituzioni-grande-esempio-di-legalita fulvioroccodemarinis@gmail.com (Fulvio Rocco de Marinis)
I muri non risolveranno la crisi dei rifugiati http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/479/1/i-muri-non-risolveranno-la-crisi-dei-rifugiati

In occasione dell’inaugurazione della 71esima sessione dell’Assemblea Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, si terrà il vertice “Sui Grandi Movimenti di Rifugiati e Migranti”, “Global compact for responsability sharing for refugees; respect for international law”, in inglese. La gestione dei flussi migratori è oramai al centro delle agende non solo nazionali ed europee, ma anche in quelle della governance globale.

Da New York arriva un approccio nuovo alla questione migratoria, che mi sento di condividere con un misto di orgoglio e contentezza anche perché è stato sposato dal Ministero dell’Interno italiano. Il tratto principale di questo nuovo approccio è costituito dalla presa di coscienza che la creazione di muri, o filo spinato che dir si voglia, non possa più costituire una risposta condivisibile e accettabile per far fronte alle ingenti pressioni migratorie che vedono molto spesso l’Italia in prima linea.

Il vertice sui grandi movimenti di rifugiati e migranti si è tenuto il 19 e il 20 settembre. Il vertice si è articolato in una sessione plenaria e in sei Tavole Rotonde e, per la prima volta, l’Assemblea Generale ha voluto un summit di Capi di Stato e di Governo che si concentrasse sui grandi movimenti di rifugiati e migranti, al fine di elaborare ed implementare un progetto internazionale per un problema di tale natura. Da questo punto di vista, il summit si presenta come rivoluzionario in quanto si focalizza sulla necessità di una risposta globale ed efficace ad un problema ch non può più essere eluso, né tanto meno risolto con la creazione di nuove barriere.

Aldilà dell’aspetto rivoluzionario del summit, ciò che mi sento di condividere e di diffondere è il messaggio italiano veicolato in seno al vertice. Un messaggio che rifiuta la costruzione di muri ergendosi a baluardo del salvataggio delle vite umane nel Mediterraneo e dell’accoglienza all’interno dei confini nazionali. Un messaggio che si concentra sulla necessità di condividere responsabilità nell’ambito della gestione dei migranti e dei rifugiati, ma che tuttavia non vuole rinunciare agli esempi di umanità che abbiamo visto fino ad oggi.

Un summit, dunque, che guarda al futuro senza mettere da parte i valori e le best practice che hanno caratterizzato e che caratterizzano il passato e il presente dell’Italia. Con questi presupporti, auspichiamo che si proceda verso il rafforzamento della cooperazione a livello globale sui temi della sicurezza e della migrazione, lontano dai muri e dal filo spianto.

Quando si avvicina uno straniero e noi lo confondiamo con un nostro fratello, poniamo fine a ogni conflitto. Ecco, questo è il momento in cui finisce la notte e comincia il giorno - Paulo Coelho

Fulvio Rocco de Marinis

]]>
Tue, 11 Oct 2016 23:07:25 +0000 http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/479/1/i-muri-non-risolveranno-la-crisi-dei-rifugiati fulvioroccodemarinis@gmail.com (Fulvio Rocco de Marinis)
Verso l’urbanizzazione globale ma in modo ragionato http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/478/1/verso-l-urbanizzazione-globale-ma-in-modo-ragionato

Con un aumento annuale della popolazione urbana, soprattutto nei Paesi a medio reddito, di circa 60 milioni di persone, ci avviamo verso quella che può essere definita l’urbanizzazione globale. Attualmente, secondo dati Unicef, almeno il 54% della popolazione mondiale vive in aree urbane, rispetto al 34 % del 1960 quando la vita negli ambienti rurali era molto più frequente, si prevede dalle statistiche che entro il 2030 la percentuale di popolazione mondiale che vivrà in città salirà al 75%.

Il termine “urbanizzazione” si riferisce proprio al “processo di sviluppo e organizzazione che porta un centro abitato ad assumere le caratteristiche tipiche di una città (cit.Wikipedia)”. Il processo non si limita a riguardare solo i centri cittadini di nuova creazione , ma si riferisce anche al territorio circostante quando avviene la diffusione della struttura urbana al di fuori dei centri originari così da formare una rete di città.

A livello internazionale è l’Asia ad ospitare circa metà della popolazione urbana mondiale (con 66 delle 100 aree urbane che crescono più rapidamente, 33 delle quali si trovano in Cina dove la popolazione urbana raggiunge il record di 630 milioni di abitanti). In questa particolare classifica a seguire troviamo l’Africa che, con una popolazione urbana superiore a quella di Nord America ed Europa occidentale, possiede una percentuale del 60% di persone che vivono negli slum (ossia quei quartieri urbani privi di adeguati servizi igienici e sociali e dove si concentrano povertà ed emarginazione). Ad abitare in megalopoli, ossia città con oltre 10 milioni di abitanti, troviamo quasi il 10% della popolazione urbana, le popolazioni dell’Europa occidentale e delle Americhe sono già quasi completamente urbane (la percentuale più alta quella del Belgio con un 97% di popolazione urbana).

Secondo recenti dati Istat in Italia risulta che il “67,9% dei comuni ricade nella classe di bassa urbanizzazione, area prevalentemente rurale, dove su una superficie del 72,5% si localizza una popolazione pari al 24,3%. Nei comuni ad alta urbanizzazione, che rappresentano solo il 3,3% del totale nazionale e con una superficie territoriale complessiva del 4,8%, è presente il 33,3% della popolazione italiana. Nel restante 28,7% dei comuni di grado medio di urbanizzazione, su un'estensione territoriale del 22,7%, si concentra il 42,4% della popolazione complessiva.” Complessivamente quindi la maggioranza dei comuni italiani (51%) ha un basso grado di urbanizzazione, mentre solo l’11% presenta un elevato grado. Il grado di urbanizzazione, inoltre, è fortemente correlato alla dimensione comunale: minore la dimensione demografica, minore il tasso di urbanizzazione. Il 78% dei comuni con meno di 2.000 abitanti e il 45% di quelli fino a 5.000 abitanti hanno un basso grado di urbanizzazione.

Nel più immediato futuro sarà necessario pianificare uno sviluppo massiccio delle infrastrutture urbane nelle strade, negli impianti di tubazione, nelle linee elettriche e nelle scuole. In questa importante sfida sarà compito di urbanisti, economisti e paesaggisti cercare di creare un’urbanizzazione sostenibile in grado di valorizzare il difficile rapporto tra città e natura non dimenticando che le città per sopravvivere hanno bisogno della natura.

Fulvio Rocco de Marinis

]]>
Sun, 9 Oct 2016 20:00:39 +0000 http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/478/1/verso-l-urbanizzazione-globale-ma-in-modo-ragionato fulvioroccodemarinis@gmail.com (Fulvio Rocco de Marinis)
Un nuovo piano per la redistribuzione nazionale dei migranti http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/477/1/un-nuovo-piano-per-la-redistribuzione-nazionale-dei-migranti

Lo scorso luglio dal Ministero dell’Interno è arrivata la proposta per un nuovo piano per la redistribuzione dei migranti e dei richiedenti asilo su tutto il territorio nazionale. Il piano mira a ridistribuire l’accoglienza in maniera più equa e a sostenere gli Enti locali che sono particolarmente toccati dalla pressione migratoria. Il piano si inscrive in un progetto molto più vasto che vuole ridisegnare il modello di gestione delle migrazioni in un’ottica di responsabilità condivisa non solo tra l’Italia e l’Unione europea, ma anche tra i livelli regionale, provinciale e comunale italiani. Il nuovo piano, infine, consentirà di gestire in maniera pi efficiente e flessibile i fabbisogni di accoglienza che possono dilatarsi o contrarsi nel corso del tempo.

Il nuovo sistema di accoglienza così come immaginato dal Ministero dell’Interno si basa su due pilastri: 

1. l’adesione volontaria al Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) da parte dei Comuni, che possono decidere di entrare in un sistema ordinario e istituzionale oppure assistere al trasferimento di richiedenti asilo sul proprio territorio, sulla base di quanto stabilito a livello centrale dal piano nazionale di ripartizione;

2. una modalità di accreditamento “continuo” allo SPRAR, in modo tale che si possa eludere la complessità imposta dalla periodicità di pubblicazione dei bandi di adesione. Inoltre, l’accreditamento farà riferimento ad un sistema di  “liste sempre aperte” affinché si possano accogliere le domande degli Enti locali, sulla base della disponibilità delle risorse ma senza più vincoli temporali.

Attualmente, i Comuni che hanno aderito allo Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) sono 800 in tutta Italia. Se il piano redistribuzione viene attuato, si prevedono degli incentivi per i Comuni che decideranno di aderire allo SPRAR. Si è parlato, infatti, di una possibile deroga al divieto di assunzioni con la conseguente possibilità di impiegare nuovo personale per ricoprire delle posizioni all’interno di progetti nell’ambito dell’accoglienza, dell’assistenza e dell’integrazione dei migranti e dei richiedenti asilo. Un altro possibile incentivo potrebbe essere la possibilità di far confluire nelle casse comunali 50 centesimi a migrante a titolo di spese generali. Ad oggi, tutti i Comuni che hanno aderito allo SPRAR non ricevono denaro per spese generali a fondo perduto ma solo per quelle spese documentate e sostenute nell’ambito di progetti di accoglienza (es. presenza di centri di accoglienza, appartamenti ad hoc).

Il piano in questione articolerà la ripartizione dei migranti e dei richiedenti asilo a livello regionale e comunale. La ripartizione a livello regionale mira ad eliminare le disparità che inevitabilmente derivano da criteri fondati meramente sulle variabili demografiche dei Comuni. Dal livello regionale, successivamente, si procederà con il livello comunale tramite dei criteri che, da un lato, tengono in considerazione il dato di riferimento regionale e dall’altro soddisfano l’esigenza di differenziare la ripartizione dei migranti e dei richiedenti asilo quanto meno per alcune classi di Comuni. Nel dettaglio, si fa qui riferimento ai Comuni sino a 2.000 abitanti, a quelli oltre i 2000 abitanti e ai Comuni metropolitani). Infine, verrà stabilito un criterio di ripartizione che definisca la quota minima di posti da assegnare ad ogni singolo Comune.

Fulvio Rocco de Marinis

]]>
Tue, 4 Oct 2016 22:00:05 +0000 http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/477/1/un-nuovo-piano-per-la-redistribuzione-nazionale-dei-migranti fulvioroccodemarinis@gmail.com (Fulvio Rocco de Marinis)
4-11-1966 Gli Angeli del fango e l’alluvione di Firenze. http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/476/1/4-11-1966-gli-angeli-del-fango-e-l-alluvione-di-firenze

A giorni ricorrerà il 50° anniversario di un evento che, nonostante in Italia si siano succeduti in seguito numerosi altri gravi episodi di disastri naturali, è rimasto nella nostra memoria collettiva come uno dei peggiori che la storia ricordi: l’alluvione di Firenze del 4 Novembre 1966. Determinato da giorni di pioggia di straordinaria intensità, con una pericolosità sottovalutata perché in Toscana le piogge autunnali normalmente creavano disagi limitati (anche se, nei secoli precedenti, alcune alluvioni erano state disastrose), colpì, invece, l’intero bacino idrografico dell’Arno, anche a causa del contemporaneo straripamento di altri fiumi e torrenti come il Bisanzio, l’Ombrone Pistoiese, l’Elsa e l’Ombrone, mise sott’acqua gran parte della Toscana con numerosi comuni isolati, strade interrotte così come la ferrovia e l’autostrada del Sole. Nelle campagne furono distrutti coltivazioni ed allevamenti e questo, in seguito, provocò l’abbandono di queste attività in molte zone che si trasformarono in centri manifatturieri. L’evento che colpì maggiormente l’opinione pubblica, oltre alla perdita incalcolabile di 35 vite umane, fu lo straripamento dell’Arno nel centro storico di Firenze con l’allagamento di tesori artistici come la Basilica di Santa Croce, dove il Crocifisso di Cimabue venne irrimediabilmente danneggiato (nonostante anni di restauro è stato recuperato solo in parte). Gravissimo fu l’allagamento della Biblioteca Nazionale e dei depositi degli Uffizi. Finirono sotto l’acqua e sotto il fango milioni di preziosi libri antichi ed opere d’arte con danni enormi al patrimonio culturale dell’umanità. Eppure nelle ore precedenti, il 4 Novembre non era stato diramato alcun allarme, ci si preparava anzi a festeggiare la festa delle forze armate e certo la giornata festiva limitò molto il numero delle vittime. Bisogna dire che il 3 Novembre nel pomeriggio i comandi militari avevano inviato fonogrammi al Ministero della Difesa e dell’Interno ma erano stati invitati da Roma a non creare allarmismi ed ancora alle 21, Sindaco e consiglieri riuniti non si preoccupavano dell’Arno ed anche dopo la mezzanotte, nonostante il livello del fiume fosse ancora cresciuto ed arrivassero notizie di allagamenti e morti si decise di non dare l’allarme alla popolazione per non scatenare il panico. Alle ore 3 del 4 Novembre un giornalista de “La Nazione” telefonò all’addetto alla sorveglianza degli impianti idrici dell’Ancovella e mentre l’uomo riferì che stavano per affogare venne travolto dall’onda dell’Arno. Ancora a Firenze non c’era nessun allarme ufficiale, solo la telefonata di un vigile consentì agli orafi di Ponte Vecchio di mettere in salvo qualcosa. Alle 3:30 ancora da Roma minimizzavano e intanto l’Arno invase il centro di Firenze, nelle ore successive cedettero le spallette lungo l’Arno e un fiume impetuoso invase le piazze e le vie trascinando tutto quello che incontrava: l’acqua raggiunse i primi piani delle case e i 6 metri di altezza e la popolazione si salvò raggiungendo i piani più alti o i tetti. I detenuti del Carcere delle Murate furono salvati dai fiorentini che li accolsero nelle loro case con grande generosità. Nel pomeriggio fu allagata anche Campi Bisanzio e i contadini salvarono alcune mucche portandole nella casa del Popolo. A sera l’onda di piana cominciò a defluire da Firenze lasciando dietro di sé morti e distruzione, ma proseguì verso altri centri della Toscana mentre l’Ombrone sommerse la Maremma e la città di Grosseto.

Bisogna notare che, all’epoca, non esisteva una struttura centrale con compiti di protezione civile ed i primi aiuti organizzati dal Governo giunsero solo dopo 6 giorni. Immenso fu, invece, l’apporto dei volontari prima dalle altre città toscane, poi dall’Umbria e dall’Emilia e poi da tutto il mondo. In quell’occasione ci fu la prima grande manifestazione di solidarietà e di intervento da parte dei giovani. Questi, provenendo da tutto il mondo e lavorando indefessamente recuperarono dal fango libri, incunaboli, opere d’arte e, sotto la guida degli esperti, salvarono un patrimonio culturale inestimabile. I giovani furono soprannominati “gli Angeli del fango” e la loro azione brilla ancora oggi. A causa della gravità di questi eventi furono, però, avviati i programmi statali per la difesa del suolo arrivando a creare nel 1974 le Autorità di bacino e la Protezione Civile. Nel 1990 venne emanata la legge quadro sulla difesa del suolo e fu costituita l’autorità di bacino per il fiume Arno. Purtroppo molte decisioni non furono completamente attuate per gli scarsi finanziamenti statali. Anche se successivamente fu elaborato il PAI (Piano di Assetto Idrogeologico) con interventi atti a diminuire i rischi, secondo alcuni studiosi, se si dovessero verificare precipitazioni come quelle del 1966 i danni potrebbero essere ancora maggiori perché nel corso degli anni si è costruito dove non si doveva e diboscato eccessivamente.

Fulvio Rocco de Marinis

]]>
Sat, 1 Oct 2016 20:45:57 +0000 http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/476/1/4-11-1966-gli-angeli-del-fango-e-l-alluvione-di-firenze fulvioroccodemarinis@gmail.com (Fulvio Rocco de Marinis)
Nuove misure operative per controlli nelle strutture di accoglienza per migranti http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/475/1/nuove-misure-operative-per-controlli-nelle-strutture-di-accoglienza-per-migranti

Il Ministero dell’Interno ha definito un pacchetto di misure operative per effettuare dei controlli in tutte le strutture di accoglienza dislocate sul territorio nazionale. La decisione di istituire una task force per i controlli si inscrive nell’ambito del percorso di potenziamento dei controlli sui gestori delle strutture di accoglienza, iniziato nell’agosto 2015 con l’invio di una direttiva ai Prefetti.

Il 4 agosto 2015 il Ministero dell’Interno ha diramato una nota ai Prefetti in merito ad attività di controllo e monitoraggio dei soggetti affidatari delle strutture deputate all’accoglienza dei migranti. Più nel dettaglio, la direttiva individuava quattro ambiti di intervento:

1. predisposizione di bandi di gara, contenenti clausole risolutive a tutela del preminente interesse pubblico della legalità e della trasparenza. I gestori, infatti, erano tenuti a comunicare l'elenco dei fornitori (potenzialmente soggetti ad accertamenti), denunciare tentativi di estorsione o di corruzione in corso di gara o nella fase di esecuzione del contratto, richiedere  l’osservanza della tracciabilità dei flussi finanziari;

2. rafforzamento del sistema dei controlli sui requisiti soggettivi degli enti gestori e dei proprietari degli immobili destinati all'accoglienza. I controlli erano da effettuarsi sulla base delle disposizioni del codice degli appalti, del testo unico della pubblica sicurezza e dalle norme in merito al contrasto alla criminalità di stampo mafioso;

3. affidamento dei servizi relativi all'accoglienza previa predisposizione di bando di gara;

4. estensione dei controlli anche nel caso di strutture di accoglienza affidate a pubbliche amministrazioni tramite accordi e/o convenzioni.

La decisione presa dal Ministero dell’Interno si inserisce proprio nelle finalità della direttiva ai Prefetti del 2015. Lo scorso 13 settembre, tuttavia, il Ministero non ha voluto istituire esclusivamente una task force operativa per controlli di vasta portata in tutte le strutture presenti in Italia, ma ha voluto anche avviare una serie di interventi volti a migliorare le strutture di accoglienza.

Nell’immediato, i primi controlli riguarderanno la struttura di Borgo Mezzanone a Manfredonia (Foggia), caratterizzata da particolari criticità che avevano già portato le Autorità locali a chiedere supporto per la gestione del Centro. Inoltre, sempre con riferimento alla stessa struttura di accoglienza, d'intesa con il Provveditorato alle Opere Pubbliche, il Ministero dell’Interno ha messo a punto e finanziato interamente un serie di interventi strutturali che doteranno il Centro di : rete di recinzione, strada perimetrale interna, sistema integrato di video sorveglianza e anti intrusione, nuovo corpo di guardia e impianto di illuminazione esterna potenziato.

Infine, a Borgo Mezzanone saranno individuati e avviati gli interventi di manutenzione straordinaria ritenuti necessari e non più procrastinabili soprattutto per quanto attiene alla demolizione dei manufatti occupati e utilizzati abusivamente da cittadini extracomunitari.  

Fulvio Rocco de Marinis

]]>
Wed, 28 Sep 2016 19:32:36 +0000 http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/475/1/nuove-misure-operative-per-controlli-nelle-strutture-di-accoglienza-per-migranti fulvioroccodemarinis@gmail.com (Fulvio Rocco de Marinis)
Ricollocazione e reinsediamento: prosegue l’impegno a livello europeo http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/474/1/ricollocazione-e-reinsediamento-prosegue-l-impegno-a-livello-europeo

Nell'assumere l'incarico di Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker ha affidato a un Commissario con competenza speciale per la Migrazione – Dimitris Avramopoulos – il compito di elaborare in cooperazione con gli altri Commissari, coordinati dal primo Vicepresidente Frans Timmermans, una nuova politica di migrazione, divenuta in seguito una delle dieci priorità dei suoi orientamenti politici.

Nell’ambito dell’agenda europea sulla migrazione, ricollocazione e reinsediamento sono oramai i pilastri dell’impegno europeo nel campo della gestione della crisi dei rifugiati. La ricollocazione prevede la ripartizione dei migranti già presenti sul territorio dell’Unione europea (UE) tra gli Stati membri. Il reinsediamento stabilisce i migranti in un luogo sicuro quando la loro vita è in pericolo nel territorio in cui vivono. 

Lo scorso luglio, la Commissione europea ha adottato una relazione sui progressi compiuti nell’ambito dei meccanismi di ricollocazione e di reinsediamento d'emergenza e, al contempo, ha presentato una proposta di riforma del sistema europeo comune di asilo al fine di progredire verso una politica in materia di asilo efficace, equa e umana.

L'8 giugno 2015 la Commissione ha adottato una proposta su un programma europeo di reinsediamento, in seguito alla quale, il 20 luglio 2015, gli Stati membri hanno convenuto di reinsediare 22 504 persone con un evidente bisogno di protezione internazionale, in linea con le cifre presentate dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR). La relazione adottata dalla Commissione il 13 luglio scorso evidenzia che il processo di ricollocazione è proseguito al ritmo prefissato, con il numero totale di ricollocazioni dalla Grecia e dall'Italia pari a 3 056 dall’inizio della ricollocazione (ottobre 2015). La relazione sottolinea che altri importanti risultati sono stati raggiunti in materia di reinsediamento, con 8 268 persone finora reinsediate sulle 22 504 concordate nell'ambito del programma di luglio 2015, e con un totale di 802 rifugiati Siriani reinsediati dalla Turchia nell'ambito della dichiarazione UE-Turchia. Nonostante il raggiungimento dei risultati sperati, la Commissione invita gli Stati membri a proseguire e a intensificare i loro sforzi, basandosi sui risultati incoraggianti degli ultimi mesi, come ribadito dal Consiglio europeo il 28 giugno 2015.

Inoltre, nella stessa sede, la Commissione europea ha presentato delle proposte di riforma del sistema di asilo europeo con l’obiettivo di creare dei meccanismi più efficaci sia per gli Stati membri soggetti a forte pressione migratoria, sia per quelli che non lo sono. Pertanto, la Commissione ha proposto di: creare una procedura comune per la protezione internazionale; uniformare gli standard di protezione e i diritti per i beneficiari di protezione internazionale; armonizzare ulteriormente le condizioni di accoglienza nell'UE.

Le proposte legislative presentate mirano a rendere giuridicamente più incisivi i meccanismi di protezione dei richiedenti asilo e le procedure di asilo europee.  A tal fine, la Commissione europea ha proposto di la direttiva sulle procedure di asilo con un regolamento che stabilisca una procedura UE comune pienamente armonizzata per la protezione internazionale al fine di ridurre le differenze nei tassi di riconoscimento dei vari Stati membri. La Commissione ha altresì proposto di sostituire la direttiva qualifiche esistente con un nuovo regolamento per far sì che i richiedenti asilo possano godere degli stessi standard di protezione, indipendentemente dallo Stato membro in cui presentano la domanda e per tutto il tempo necessario. Infine, la Commissione ha proposto di riformare la direttiva sulle condizioni di accoglienza per fare in modo che i richiedenti asilo possano beneficiare di standard di accoglienza armonizzati e dignitosi in tutta l'UE, contribuendo così a prevenire i movimenti secondari. 

Fulvio Rocco de Marinis

]]>
Tue, 27 Sep 2016 17:14:06 +0000 http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/474/1/ricollocazione-e-reinsediamento-prosegue-l-impegno-a-livello-europeo fulvioroccodemarinis@gmail.com (Fulvio Rocco de Marinis)
Croce Rossa Italiana: volontari del soccorso in pace ed in guerra fin dal 1864 http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/473/1/croce-rossa-italiana-volontari-del-soccorso-in-pace-ed-in-guerra-fin-dal-1864

15 giugno 1864, Milano. Questa è la data storica in cui venne costituito il “Comitato milanese dell’Associazione italiana per il soccorso dei feriti e dei malati di guerra” in anticipo di qualche mese rispetto al 22 agosto dello stesso anno quando il medico svizzero Henry Dunant, durante la Conferenza internazionale di Ginevra, convinse gli Stati partecipanti a proclamare la neutralità dei malati e dei feriti in guerra, sostenendo la fondazione di Società di Soccorso che sui campi di battaglia agissero sotto l'insegna di una croce rossa in campo bianco. L’idea nacque dall’esperienza personale del medico svizzero durante la battaglia di Solferino, nei pressi di Mantova (1859), in cui il giovane Dunant rimase impressionato da quelle donne che, senza tenere conto di divise e bandiere, si erano adoperate per curare e medicare i soldati feriti dell’esercito franco-piemontese e di quello austriaco in quella che fu una vera e propria carneficina durata oltre 12 ore di combattimento e con un bilancio finale di più di 5.000 morti. Le impressioni e le esperienze di Dunant vennero raccolte nel suo libro “Un ricordo di Solferino” e da quel momento egli persegui l’idea, insieme ad altri 4 cittadini svizzeri che ne condividevano gli ideali, di costituire associazioni di volontari e comitati organizzati in tempo di pace per offrire soccorso ai feriti in caso di conflitti. Il concetto ripreso da Dunant era già stato espresso nel 1861 da Ferdinando Palasciano, medico e studioso di questioni militari durante l’assedio di Messina, la quale si era ribellata al dominio borbonico, che così si era espresso vedendo l’ordine di non risparmiare neanche i feriti della parte avversa: "Bisognerebbe che le potenze belligeranti nella dichiarazione di guerra, riconoscessero reciprocamente il principio della neutralità dei combattenti, feriti o gravemente malati, per tutto il tempo della cura".

Durante la Conferenza internazionale del 22 agosto 1864, 12 Nazioni firmarono la “prima Convenzione di Ginevra” ossia il documento che si pose a fondamento dell’attività della Croce Rossa e che garantiva neutralità e protezione ad ambulanze, ospedali e personale medico, stabilendo inoltre l’obbligo di curare i prigionieri e di sgomberare i feriti dal campo di battaglia. Se è vero da un lato che il Diritto internazionale umanitario ha subito grandi sviluppi da quella prima Convenzione è anche vero che questi non sono altro che l'aggiornamento e l'ampliamento dei principi universali essenziali stabiliti dalla stessa e così nelle Convenzioni successive sono state redatte nuove regole relative al miglioramento della sorte dei feriti, dei malati e dei naufraghi delle forze armate su mare; relative al trattamento dei prigionieri di guerra e relative alla protezione delle persone civili in tempo di guerra. In omaggio alla patria del suo fondatore venne scelto come simbolo una croce rossa in campo bianco (quindi con i colori invertiti rispetto all’originaria bandiera svizzera), semplice da riprodurre e senza nessun riferimento o significato religioso. L’emblema della Croce Rossa fu adottato non solo per contraddistinguere feriti, soccorritori, mezzi e presidi sanitari di ogni Paese, ma anche per garantire la loro protezione. Sono sette i Principi sanciti dalla Conferenza Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna rossa (quest'ultima è il braccio dell'organizzazione che opera nei Paesi arabi) e sono:

  • Imparzialità: ossia nessuna distinzione di nazionalità, razza, religione, condizione sociale o appartenenza politica;
  • Neutralità: in quanto la Croce Rossa si astiene dal prendere parte a ostilità e controversie d’ordine politico, razziale, religioso ed ideologico;
  • Umanità: poiché si opera per prevenire ed alleviare le sofferenze degli uomini, proteggere la vita e la salute, far rispettare la persona umana ed ottenere comprensione e cooperazione tra i popoli;
  • Unità: dal momento che in ogni paese non può esserci che un’unica società di Croce Rossa o di Mezzaluna Rossa;
  • Volontarietà: poiché il movimento di soccorso è volontario e disinteressato;
  • Universalità: dal momento che tutte le Società del mondo hanno uguali diritti ed il dovere di aiutarsi reciprocamente;
  • Indipendenza: nonostante debba rispettare le leggi in vigore nei Paesi dove è operativo, il movimento deve conservare l'autonomia dei propri principi.

In Italia l’associazione, nata nel XIX secolo con sede iniziale a Milano ed in seguito nel 1872 a Roma in via definitiva, venne in seguito trasformata prima in ente pubblico non economico col R.D. 7 febbraio 1884, n. 1243, e successivamente in ente privato dal d.lgs 28 settembre 2012, n. 178 che l'ha resa un’associazione di interesse pubblico. Posta sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana l’associazione è sottoposta alla vigilanza del Ministero della salute, del Ministero dell'economia e delle finanze e del Ministero della difesa, ciascuno secondo competenza. In Italia, ad oggi, operano circa 150.000 volontari più 29.124 appartenenti alle componenti ausiliarie delle forze armate.

Fulvio Rocco de Marinis

]]>
Sun, 25 Sep 2016 19:29:11 +0000 http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/473/1/croce-rossa-italiana-volontari-del-soccorso-in-pace-ed-in-guerra-fin-dal-1864 fulvioroccodemarinis@gmail.com (Fulvio Rocco de Marinis)
Prevenzione e soccorso: il piano di emergenza della protezione civile italiana http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/472/1/prevenzione-e-soccorso-il-piano-di-emergenza-della-protezione-civile-italiana

Quando parliamo di piano di emergenza ci riferiamo al “progetto di tutte le attività coordinate e di tutte le procedure che dovranno essere adottate per fronteggiare un evento calamitoso atteso in un determinato territorio, in modo da garantire l'effettivo ed immediato impiego delle risorse necessarie al superamento dell'emergenza ed il ritorno alle normali condizioni di vita.” Tale strumento, recependo il programma di previsione e prevenzione, consente alle autorità di predisporre e coordinare gli interventi di soccorso a tutela della popolazione e dei beni in un’area a rischio. L’obiettivo finale è quello di garantire, con ogni mezzo, il mantenimento del livello di “vita civile” messo in crisi da una situazione che comporta gravi disagi fisici e psicologici. Per le attività di previsione, per definire gli stati di attivazione e per i rischi prevedibili è fondamentale alla base conoscere in maniera approfondita il territorio di competenza e le soglie di pericolo per i vari rischi a cui corrispondono determinate procedure nella pianificazione di emergenza. I piani di emergenza nazionali sono distinti per tipo di rischio e riferiti ad aree specifiche del territorio italiano, individuate con il concorso della comunità scientifica, in funzione della pericolosità dell’evento e della vulnerabilità del territorio.

Un piano d’emergenza si articola in tre parti principali:

  • la parte generale: dove vengono raccolte tutte le informazioni sulle caratteristiche e sulla struttura del territorio;
  • i lineamenti della pianificazione: dove vengono stabiliti gli obiettivi da realizzare per dare una risposta adeguata a qualsiasi situazione d’emergenza, e dove vengono divise le competenze tra i vari operatori;
  • il modello d’intervento: nel quale vengono assegnate le responsabilità decisionali ai vari livelli di comando e controllo, utilizzando le risorse in maniera razionale e definendo un sistema di comunicazione capace di consentire uno scambio costante di informazioni.

Con Decreto Legge 300/99 un nuovo soggetto assume un ruolo primario e determinante riguardo la scena istituzionale della protezione civile in Italia: l’Agenzia Nazionale della Protezione Civile, tale organismo può essere attivato dal Prefetto, che resta cardine della struttura di comando e coordinamento del sistema operativo della protezione civile, sia per le emergenze di livello provinciale e sia, in casi particolari, per le emergenze di livello locale. L'attività operativa volta alla gestione e superamento dell'emergenza compete al Prefetto, alla Provincia e alla Regione, nei casi in cui gli eventi di protezione civile, naturali o connessi con l’attività dell’uomo, per loro natura ed estensione, comportino l’intervento coordinato di più enti o amministrazioni competenti in via ordinaria.

Al Dipartimento di Protezione Civile compete la pianificazione di emergenza per eventi "attesi", che, per natura ed estensione, richiedono l'intervento degli organi centrali dello Stato. Le Regioni danno linee guida per la preparazione dei piani provinciali per gli eventi di tipo b e i Comuni predispongono i piani per eventi di tipo a, a seconda dei rischi del loro territorio. In base a quanto previsto dalla legge n. 100 del 2012, i piani comunali di emergenza devono essere redatti entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge. I dati aggiornati a settembre 2015 ci riferiscono che il 77% dei Comuni italiani, pari a 6.159, dispone di un piano di emergenza (con il 100% di Comuni solo in Friuli Venezia Giulia, Marche, Molise e Valle d’Aosta).

Il documento del piano di emergenza deve essere semplice (così da divenire rapidamente operativo), sufficientemente flessibile (per essere utilizzato in tutte le emergenze, sia preventivate sia impreviste) ed in continuo aggiornamento dal momento che deve tener conto dell’evoluzione dell’assetto territoriale e delle variazioni negli scenari attesi.

Compito delle componenti di protezione civile, ai vari livelli, è individuare gli interventi utili a ridurre entro soglie accettabili la probabilità che si verifichino eventi disastrosi, o almeno a limitare il possibile danno. Proprio per questo motivo, in stretta collaborazione con gli enti territoriali, si sta favorendo la crescita di una “cultura della protezione civile” con attività rivolte al volontariato che interessano regioni, province, comuni e scuole. Ad ogni livello del Servizio Nazionale vengono ormai promosse esercitazioni proprio per valutare l’effettiva efficacia e validità del modello di intervento per fronteggiare l’emergenza.

Fulvio Rocco de Marinis

]]>
Tue, 20 Sep 2016 17:14:28 +0000 http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/472/1/prevenzione-e-soccorso-il-piano-di-emergenza-della-protezione-civile-italiana fulvioroccodemarinis@gmail.com (Fulvio Rocco de Marinis)
L’agenda europea sulla migrazione: azioni prioritarie http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/471/1/l-agenda-europea-sulla-migrazione-azioni-prioritarie

La migrazione è un fenomeno con cui conviveremo per lungo tempo. Questo è oramai divenuto chiaro a tutte le Autorità, nazionali ed europee. Per questa ragione, l’Unione europea (UE), sotto l’impulso politico degli Stati membri, ha definito l’agenda europea sulla migrazione. Una serie di azioni prioritarie che mirano a dare una risposta incisiva e coordinata alle grandi migrazioni. 

Nel mondo vi sono oltre 60 milioni di rifugiati e sfollati, all’origine della più grave crisi migratoria dalla seconda guerra mondiale. Data la sua posizione strategica, l’Italia si colloca tra i Paesi più colpiti dalla pressione migratoria. Stime ufficiali affermano che, solo nel primo semestre 2016, oltre 120.000 migranti siano sbarcati sulle coste italiane. Una situazione senza precedenti cui occorre far fronte rafforzando radicalmente il sistema migratorio dell’UE e affrontando le cause di fondo della migrazione: instabilità, guerre e terrorismo alle porte dell'Europa, con particolare riferimento alla Siria e alla Libia.

In questa prospettiva, l’agenda europea sulla migrazione, adottata nel maggio 2015, costituisce una prima risposta concreta. Essa si basa su una serie di azioni prioritarie che mirano a migliorare il sistema di gestione della crisi dei rifugiati. Tra queste azioni, le principali contenute nell’agenda sono le seguenti:

  • triplicazione della presenza in mare;
  • un nuovo sistema di solidarietà in caso di emergenza per ricollocare i richiedenti asilo dai Paesi più colpiti;
  • una mobilitazione senza precedenti del bilancio UE di oltre 10 miliardi di euro per affrontare la crisi dei rifugiati e assistere i Paesi più colpiti;
  • un nuovo quadro di coordinamento e cooperazione per i paesi dei Balcani occidentali;
  • l'avvio di un nuovo partenariato con la Turchia;
  • una proposta ambiziosa per una nuova guardia costiera e di frontiera europea.

Dopo l’adozione dell’agenda europea sulla migrazione, Dimitris Avramopoulos, Commissario europeo responsabile per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, ha dichiarato: "Mentre il numero di migranti che giungono in Europa rimane alto, dobbiamo intensificare l'attuazione della risposta europea concordata, che rappresenta il punto d'equilibrio tra responsabilità e solidarietà. Deve essere chiaro per le persone che arrivano nell'Unione che se hanno bisogno di protezione la riceveranno, ma che non spetta a loro decidere dove; e se non hanno diritto alla protezione, saranno rimpatriate. Per gestire meglio il flusso di migranti e rendere sicure le frontiere europee, tutti gli Stati membri devono mettere in atto i loro impegni, applicare rigorosamente le norme europee in materia di asilo e controllo delle frontiere e fornire il supporto necessario agli Stati membri più esposti."

E tra gli Stati membri più esposti c’è l’Italia. A sostegno dell’Italia, la Commissione europea ha previsto un sistema di punti di crisi (cosiddetti "hotspot") un meccanismo di ricollocazione dei migranti. Gli hotspot hanno l’obiettivo di facilitare le operazioni di accoglienza e identificazione, anche alla presenza di personale qualificato dell’UE. La ricollocazione dei migranti in altri Stati diversi rispetto a quello di prima accoglienza mira a supportare ed alleggerire l’Italia, Paese sottoposto ad una particolare pressione migratoria, implementando un nuovo approccio alla gestione della crisi dei rifugiati che fa leva su un principio di responsabilità condivisa tra l’UE e tutti i suoi Stati membri.

Fulvio Rocco de Marinis

]]>
Thu, 15 Sep 2016 18:12:56 +0000 http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/471/1/l-agenda-europea-sulla-migrazione-azioni-prioritarie fulvioroccodemarinis@gmail.com (Fulvio Rocco de Marinis)
Il ruolo del Prefetto nell’antica Roma, dalla Repubblica alla fine dell’Impero http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/470/1/il-ruolo-del-prefetto-nell-antica-roma-dalla-repubblica-alla-fine-dell-impero

Ufficiale sia della Repubblica romana che della Roma imperiale, era questo il ruolo del Prefetto nella storia romana, operante sia in ambito militare che civile, di rango variabile e solitamente appartenente all’ordine equestre. In ambito militare la prefettura era l’ultimo e il principale grado raggiungibile nella carriera equestre; in ambito civile invece il prefetto non si identificava con un magistrato ma come un sostituto dello stesso.

Il termine “prefetto” deriva dal latino “praefectus” che si traduce con “preposto, messo a capo” (der. di praeficĕre, composto di prae «avanti» e facĕre «fare»). Nella Roma di età repubblicana con questo termine si indicavano quei magistrati che dal pretore urbano erano delegati alla giurisdizione sulle città situate oltre una certa distanza dall’Urbe (dette perciò praefecturae), quindi anche i municipi con piena o limitata cittadinanza romana e le colonie di cittadini romani che rientravano nei territori incorporati nello Stato romano formanti “l'ager romanus”. In età monarchica era presente a Roma il praefectus urbi, designato dal re (e poi, con il passaggio allo Stato repubblicano, dai consoli) come sostituto da preporre al governo della città nel caso di assenza dell’organo di potere. In età imperiale il prefetto della città divenne uno dei più elevati funzionari che Augusto istituì nel corso della sua profonda riforma dell’apparato statale: veniva infatti scelto fra i senatori di rango consolare ed aveva il compito di tutelare la città, essendo anche il capo della polizia nella capitale, disponendo di truppe scelte (le cohortes urbanae); aveva inoltre la giurisdizione criminale, con procedura spedita contro i perturbatori dell’ordine pubblico e le associazioni illecite. In quanto “tutore” dell’ordine pubblico, il prefetto era competente sia per la repressione dei reati sia per la risoluzione di controversie civili, ricollegate all’esercizio delle sue mansioni, oltre che per la vigilanza sul tranquillo e sicuro svolgimento della vita cittadina. Aveva, infatti, il compito di vigilare sulla tranquillità della popolazione, di sorvegliare i luoghi pubblici più affollati e di controllare le varie associazioni esistenti. Rigorosamente provenienti dal ceto equestre, i praefecti praetorio erano investiti di ampi poteri giudiziari, politici ed amministrativi: potevano giudicare al posto dell’imperatore, decidere degli appelli contro le sentenze dei governatori delle province, infine, potevano emettere ordinanze generali. Sotto il regno di Diocleziano i prefetti divennero quattro (Gallie, Illirico, Italia, Oriente), uno per ciascuno dei due Augusti e dei due Cesari, e l’Impero fu così diviso in quattro prefetture e queste in diocesi governate da vicario dei praefecti praetorio. La carica di Praefectus urbi, istituita durante l'epoca regia di Roma (secondo tradizione dallo stesso Romolo), mantenuta in epoca repubblicana e imperiale, sopravvisse a Roma fino alla caduta dell'Impero romano d’Occidente: l'ultima attestazione di un Praefectus Urbi risale infatti al 599.

Fulvio Rocco de Marinis

]]>
Mon, 12 Sep 2016 19:50:03 +0000 http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/470/1/il-ruolo-del-prefetto-nell-antica-roma-dalla-repubblica-alla-fine-dell-impero fulvioroccodemarinis@gmail.com (Fulvio Rocco de Marinis)
Normativa antisismica nell’Italia dei terremoti, dai Borbone ad oggi http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/469/1/normativa-antisismica-nell-italia-dei-terremoti-dai-borbone-ad-oggi

Nonostante l’Italia, in particolare la zona a ridosso della dorsale appenninica, sia un territorio ad alta intensità sismica, e nonostante esistano normative antisismiche precise, troppo spesso assistiamo a tragici episodi come l’ultimo terremoto che ha colpito Lazio, Umbria e Marche radendo al suolo intere cittadine. E pensare che il primo regolamento antisismico d’Europa risale addirittura a 233 anni fa e venne redatto nel Regno delle Due Sicilie dai Borbone dopo il terremoto che il 5 febbraio del 1783 colpì la Calabria causando più di 30.000 vittime. A seguito degli studi dell’ingegnere Francesco La Vega, nel nuovo regolamento veniva prevista la costruzione di una muratura rinforzata da un telaio di elementi lignei, che prese il nome di “casa baraccata”. Un progetto che si rifaceva addirittura alle costruzioni degli antichi romani dove il cosiddetto “Opus Craticium” prevedeva già pareti intelaiate da elementi lignei. Tali principi antisismici risultano ancora attuali e possono essere replicati anche oggi integrandoli con le moderne tecnologie, lo ha dimostrato, infatti, uno studio condotto dall’Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Ivalsa) di San Michele all’Adige (Trento) in collaborazione con l’Università della Calabria.

Nessuna area del nostro Paese può ritenersi non interessata al problema sismico, dopo il terremoto del 2002 in Puglia e Molise, infatti, l’intero territorio nazionale è stato diviso in quattro zone a diversa pericolosità eliminando così le zone non classificate. Con la legge n.77 del 24 giugno 2009 diventano obbligatorie , infatti , le nuove norme tecniche per le costruzioni, in questa sezione sono contenuti i principali provvedimenti nazionali relativi al rischio sismico. Il progettista, quindi, deve per prima cosa verificare in che zona si trova l’edificio da costruire o sul quale bisogna intervenire e analizzare le caratteristiche geologiche del sottosuolo. La normativa antisismica è un insieme di criteri “per costruire una struttura in modo da ridurre la sua tendenza a subire un danno in seguito ad un evento sismico”. In generale definiamo comunque antisismico quell’edificio che, durante un terremoto, può danneggiarsi così tanto da rischiare il crollo, ma riesce a resistere permettendo così agli occupanti di mettersi in salvo. Quando questo non avviene e vediamo edifici ristrutturati e adeguati alle nuove normative antisismiche crollare e sbriciolarsi su loro stessi, le cause possono essere multiple a partire da un’errata progettazione, un’errata realizzazione o un evento sismico che supera i livelli previsti per quella zona in fase di progettazione. Per progettare un edificio antisismico bisogna quindi rispettare determinati requisiti di sicurezza, primo fra tutti quello di adoperare materiali di eccellente qualità (cemento armato, legno o acciaio sono i migliori materiali antisismici , ma anche la tradizionale muratura, grazie alla qualità dei leganti e dei collegamenti impiegati, riesce a resistere perfettamente nel tempo). Oltre al materiale, fondamentale è il rispetto di determinati requisiti costruttivi (come per esempio il rispetto di determinati rapporti dimensionali tra travi e pilastri, prestando attenzione agli spessori minimi e massimi dei muri portanti). Molto importante, infine, è anche la forma in pianta degli edifici, che deve risultare il più possibile regolare e compatta rispetto alle due direzioni ortogonali.

E dai dati che emergono sulle nuove case antisismiche in Italia (secondo un’analisi condotta dal gruppo immobiliare.it) si scopre che, ad oggi, solo il 27% dei nuovi edifici è conforme ai criteri stabiliti dalle nuove norme antisismiche: a livello regionale la percentuale sale al 39% in Abruzzo e scende all’11% in Sardegna. Cifre sicuramente destinate a salire nei prossimi anni dal momento che ormai la normativa è obbligatoria in tutta Italia e che , inoltre, i costi per costruire una nuova casa secondo i criteri antisismici sono mediamente dal 10% al 30% in più sul costo totale finale dell’immobile. Episodi come quello di Norcia, città umbra a pochi chilometri dall’epicentro, sopravvissuta quasi integra al sisma, hanno fatto capire che una corretta messa in sicurezza del territorio porta i suoi frutti: zero feriti e zero vittime grazie ad edifici costruiti e ristrutturati secondo le più innovative norme antisismiche, non solo quindi riparare i danni ma una messa in sicurezza profonda di tutto il territorio. In Italia, nonostante sia il Paese europeo dove la terra trema di più, il 70% delle costruzioni non è ancora antisismico. La parola d’ordine resta “prevenzione”, sul versante “pubblico” c’è molto da fare, a cominciare dalle 30mila scuole situate in zone a rischio e per la quasi totalità costruite più di 40 anni fa, quando le regole antisismiche erano meno stringenti. Dopo il terremoto che distrusse la scuola di San Giuliano di Puglia, nel 2002, è scattato l’obbligo di «analisi di vulnerabilità» per tutti gli edifici pubblici. Ma, nonostante questo, ancora oggi la metà delle scuole italiane non rispettano le regole.

Il terremoto non è colpa di nessuno, ignorare che ci sono aree ad alto rischio sì; laddove il rischio non può essere totalmente evitato, bisogna imparare a conviverci attraverso la dovuta educazione e prevenzione.

Fulvio Rocco de Marinis

]]>
Fri, 2 Sep 2016 17:47:08 +0000 http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/469/1/normativa-antisismica-nell-italia-dei-terremoti-dai-borbone-ad-oggi fulvioroccodemarinis@gmail.com (Fulvio Rocco de Marinis)
Nuove città e nuovi nuclei familiari http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/468/1/nuove-citta-e-nuovi-nuclei-familiari

Le mappe urbane si ridisegnano, alla luce dell’umanità che cambia e dei nuovi assetti sociali.

Non solo gli architetti ridisegnano le città ma prima di tutto noi stessi: con le nostre esigenze, le nostre relazioni sociali, i nostri nuovi stili di vita, le nuove strutture familiari.

La società che si trasforma ed insieme a lei lo spazio.

Secondo l’ultimo censimento, i single sono la metà della popolazione italiana nelle grandi città mentre 15 anni fa erano un quarto.

Il termine “single” oggi raggruppa tipologie diverse. Il trentenne appena laureato,  il 40enne in carriera, i 50enni separati e vedovi over 60 che preferiscono un immobile più piccolo rispetto a case grandi e vuote.

Le nuove città quindi si riconfigurano all’insegna di queste nuove “reti sociali” che vogliono una città viva, alternativa. Una città che si sostituisca alla famiglia tradizionale ormai modello in via di estinzione.

Nasce l’esigenza quindi di nuova “condivisione”. Sono molte le persone che sognano infatti di abitare in condomini dotati di sale e spazi comuni dove passare del tempo con i vicini di casa.

Punti quindi di nuova aggregazione nell’era 2.0. Un esempio in questo senso è il “cohousing” o forma di abitazione solidale e di condivisione.

Nel “cohousing” si condividono ad esempio lavanderia, sala cinema, spazi comuni per organizzare cene o pranzi.

Nel Nord Europa sono realtà diffuse da qualche anno per abbassare i costi ed trovare una nuova forma di socialità.

Metrature piccole quindi, spazi condivisi e nuovi nuclei familiari per le città del futuro di cui anche le istituzioni dovranno presto prendere atto.

Fulvio Rocco

]]>
Wed, 31 Aug 2016 08:23:39 +0000 http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/468/1/nuove-citta-e-nuovi-nuclei-familiari fulvioroccodemarinis@gmail.com (Fulvio Rocco de Marinis)
La rinascita modello "post-terremoto" del Friuli e la "Cultura della prevenzione" http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/467/1/la-rinascita-modello-post-terremoto-del-friuli-e-la-cultura-della-prevenzione

Il Friuli venne devastato da un terremoto con magnitudo della scala Richter 6.4, il 6 Maggio del 1976, con epicentro nella zona di Lusevera nel nord est della regione.

Un sisma avvertito in tutto il Nord e Centro Italia che causò la morte di 989 persone, di cui 371 nella sola Gemona.

La voglia di risollevarsi spinse il popolo friulano ad attivarsi immediatamente al fine di ripartire e ricostruire la propria regione devastata dall’inevitabile follia della natura.

57 secondi di scossa sismica che distrussero la piccola cittadina di Gemona, creando danni in almeno altri 136 comuni delle provincie di Udine, Pordenone e Gorizia.

600 mila persone coinvolte su un’area di circa 5.700 chilometri quadrati.

In questo territorio è curioso che soltanto pochi comuni risultavano classificati come “zona sismica” con l’obbligo quindi del rispetto delle norme antisismiche di costruzione previste dalla legge 64/1974.

I sopravvissuti iniziarono a scavare disperatamente fra le macerie, Gemona era al buio e solo la luce della luna illuminava il lavoro di tante mani.

In questa apocalisse scesero in campo gli alpini per portare prontamente aiuto alla popolazione.

Molti paesi rimasero isolati, le comunicazioni interrotte e soltanto l’ausilio di alcuni radioamatori permisero il  coordinamento degli aiuti.

La notizia del terremoto fece il giro del mondo ed il Friuli sperimentò la solidarietà nazionale ed internazionale.

Volontari e militari giunsero da ogni parte d’Italia, dall’Austria, dagli Usa, dalla Francia e dalla Germania.

Le istituzioni locali e nazionali si misero subito al lavoro per “gettare le basi” per un virtuoso “modello Friuli”, ossia un insieme di iniziative volte a ricostruire celermente il territorio.

L’allora Presidente del Consiglio Aldo Moro si incontrò con le autorità locali e regionali e lo Stato affidò i fondi per la gestione della ricostruzione direttamente alla Regione. L’emergenza era la gestione degli sfollati nelle tendopoli. Coriacei, determinati e risoluti, i friulani riuscirono a risollevarsi grazie alla propria voglia di ricominciare e grazie alla prontezza di tutte le istituzioni.

Il terremoto del 1976 rappresentò un momento storico per la ricerca e lo studio dei terremoti, ponendosi come uno “spartiacque” fra le sperimentazioni nel campo nel mondo.

Il Friuli apprese dal tragico evento l’importanza della prevenzione e dell’educazione in vista di calamità naturali.

Da quel momento in poi furono organizzati numerosi incontri con la popolazione per diffondere la “cultura della prevenzione” e della gestione di eventi naturali, soprattutto per le nuove generazioni.

L’obiettivo è sempre quello di “fare tesoro” delle esperienze passate e degli errori commessi, per saper affrontare il futuro e creare le premesse per una generazione attenta e consapevole.

Fulvio Rocco

]]>
Thu, 25 Aug 2016 11:34:19 +0000 http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/467/1/la-rinascita-modello-post-terremoto-del-friuli-e-la-cultura-della-prevenzione fulvioroccodemarinis@gmail.com (Fulvio Rocco de Marinis)
L’azione dell’OSCE a sostegno della sicurezza e della good governance in Europa http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/466/1/l-azione-dell-osce-a-sostegno-della-sicurezza-e-della-good-governance-in-europa

Costituita in seno al vertice di Budapest del 1994 in seguito all’istituzionalizzazione della Conferenza per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (CSCE), l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) ha sempre dimostrato il suo impegno nella promozione della sicurezza e della good governance a livello regionale europeo.

L’OSCE si occupa, infatti, sia degli aspetti militari della sicurezza, sia dei temi legati all’energia sostenibile, all’ambiente, allo sviluppo economico, alla tutela dei diritti fondamentali. Più nel dettaglio, l’Organizzazione svolge le sue attività nei seguenti settori:

Controllo del traffico di armi. Dopo la fine della Guerra Fredda un cospicuo numero di armi in eccedenza è stato immesso nel mercato in maniera del tutto illegale. L’OSCE, operando sul campo, contribuisce ad arrestare la diffusione di queste armi e offre assistenza ai fini della loro distruzione tramite un suo organismo principale che è il Forum for Security Co-operation.

Prevenzione e risoluzione dei conflitti. L’OSCE svolge attività di mediazione all’interno dei cosiddetti “conflitti congelati”. L’Organizzazione ha costituito il Gruppo di Minks (presieduto congiuntamente dalla Francia, dalla Federazione Russa e dagli Stati Uniti d’America) per facilitare il dialogo circa l’atavica situazione conflittuale che ruota attorno al Nagorno-Karabakh. Per la Transdniestria, invece, è stato costituito il cosiddetto “dialogo 5+2" che include la Moldova, la Transdniestra, tre mediatori (Federazione Russa, Ucraina e l’OSCE) e due osservatori (Stati Uniti e Unione Europea). Infine, per stabilizzare la situazione creatasi in Georgia dopo il conflitto dell’estate del 2008, l’OSCE in collaborazione con l’Organizzazione delle Nazioni Unite e l’Unione Europea, ha presieduto il team dell’International Geneva Discussion e opera al fine di evitare l’insorgenza di incidenti (diplomatici e non) che possano scaturire in situazioni conflittuali

Lotta al terrorismo. L’OSCE conduce la sua lotta al terrorismo utilizzando tutta l’esperienza maturate nel campo della prevenzione dei conflitti e della gestione delle crisi. La maggior parte della misure di contrasto al terrorismo ricadono nei più importanti e delicati ambiti di competenza dell’Organizzazione come la formazione di agenti di polizia e il monitoraggio dei confini

Diritti umani, diritti delle minoranze, eguaglianza di genere. L’OSCE monitora gli standard di tutela dei diritti umani in tutti e 57 gli Stati partecipanti. In particolare, ergendosi a strenuo difensore della tolleranza e della non-discriminazione, l’Organizzazione promuove e preserva i diritti delle minoranze nazionali con particolare riferimento ai Rom e ai Sinti. Inoltre, l’OSCE mira al conseguimento della totale eguaglianza di genere implementando progetti volti al women empowerment e incitando alcuni degli Stati partecipanti a rivedere tutte le leggi nazionali che non garantiscono alle donne le medesime opportunità previste per gli uomini

Attività in campo economico e ambientale. L’OSCE supporta la crescita economica cercando di rafforzare le piccole e medie imprese monitorando e agendo contro la corruzione e il riciclaggio internazionale di denaro. In campo ambientale, l’OSCE supporta gli Stati partecipanti affinché utilizzino in maniera sostenibile le risorse naturali. A tal fine l’Organizzazione favorisce l’implementazione di progetti per la gestione ottimale delle acque, del suolo e per lo smaltimento di rifiuti tossici

Good governance. L’OSCE supporta gli Stati partecipanti nella lotta alla corruzione e nella costruzione di istituzioni solide e democratiche. In tale contesto, l’Organizzazione si serve principalmente di due strumenti: monitoraggio elettorale e controllo della libertà dei mass media. In caso di elezioni all’interno degli Stati partecipanti, previo consenso dello Stato ospitante, l’OSCE invia osservatori elettorali per verificare se le elezioni in questione si svolgono secondo standard democratici contenuti nel Documento di Copenaghen, firmato nel 1990. Inoltre, l’OSCE fornisce assistenza tecnica in caso di revisione delle leggi elettorali. L’Organizzazione si erge anche a garante della libertà di espressione tramite il monitoraggio dei mass media degli Stati partecipanti. In base al risultato delle sue valutazioni, l’Organizzazione può anche incitare lo Stato/gli Stati partecipante/i in questione a rivedere le leggi che regolano il settore dei mass media

Tramite le sue attività, sin dagli anni ’90, l’OSCE ha contribuito alla salvaguardia della sicurezza e delle istituzioni democratiche a livello regionale europeo con positive ricadute a livello internazionale. Le azioni multilaterali formulate e implementate dall’Organizzazione nell’alveo delle sue competenze acquistano maggiore importanza nella realtà attuale, caratterizzata da minacce globali cui si può far fronte solo tramite sforzi congiunti.

Fulvio Rocco de Marinis

]]>
Wed, 10 Aug 2016 21:41:04 +0000 http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/466/1/l-azione-dell-osce-a-sostegno-della-sicurezza-e-della-good-governance-in-europa fulvioroccodemarinis@gmail.com (Fulvio Rocco de Marinis)
Roma: città internazionale, avanguardia nella promozione della diversità culturale http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/465/1/roma-citta-internazionale-avanguardia-nella-promozione-della-diversita-culturale

Roma ha sempre avuto una marcata dimensione internazionale che, giocoforza, la erge ad avamposto delle dinamiche legate alla promozione della diversità culturale, della lotta ad ogni forma di discriminazione e, infine, dell’integrazione.

Il territorio romano ospita circa 500 Rappresentanze diplomatiche permanenti, le sedi di diverse organizzazioni internazionali, le testate della stampa estera, quasi 30 scuole straniere, per non parlare dell’elevatissimo numero di turisti che ogni anno soggiornano nella Capitale per usufruire di una bellezza artistica e culturale prêt-à-porter.

In maniera del tutto naturale, Roma si pone quindi come una città che tesse le relazioni internazionali con le comunità mondali che ospita, diffondendo così la cultura dell’apprezzamento della diversità, oggi necessaria più che mai in quanto rappresenta un solido argine di fronte alla xenofobia.

Gli stranieri presenti a Roma – in via temporanea o permanente – sono, infatti, forieri di tradizioni, idee, valori, modus vivendi diversi rispetto a quelli della città ospitante con cui interagiscono e in cui infondono il valore dell’incontro pacifico delle civiltà piuttosto che il classico “Clash of Civilizations” (“Lo scontro delle civiltà”), usando le parole del famoso politologo statunitense Samuel P. Huntington.

La Città di Roma supporta diverse iniziative che si pongono in questa prospettiva riconoscendo, in particolare, allo sport un forte potere socializzante, in grado di annullare le differenze etniche e le barriere culturali.

A titolo esemplificativo, si pensi alla manifestazione Sport in Famiglia, supportata da Eur SpA che ha lo scopo di sensibilizzare le nuove generazioni sul tema del contrasto al razzismo negli stadi, promuovendo lealtà, rispetto delle regole, integrazione, spirito di coesione e solidarietà.

Oppure si pensi al Progetto Youth&Sport, co-organizzato dal Coni Lazio, l’Ufficio di informazione del Parlamento europeo in Italia e il Comitato Promotore del Festival della Diplomazia. Youth&Sport è stato pensato per creare una maggiore integrazione tra gli studenti dei licei romani e le Ambasciate straniere presenti a Roma, al fine di instillare negli adolescenti, futura classe dirigente, la cultura dell’apprezzamento dell’altro, che si tratti di un avversario sportivo o di un individuo con un background diverso (talvolta agli antipodi) rispetto al nostro.

Sull’onda lunga delle implicazioni del suo essere “Caput Mundi”, Roma continua a capitalizzare sul quid pluris della sua passata e odierna magnificenza: essere il luogo in cui la diversità culturale è libera di esprimersi e integrarsi, creando un’atmosfera di rispetto e convivenza pacifica tra le diverse etnie che abitano il territorio romano. 

Fulvio Rocco de Marinis

]]>
Mon, 1 Aug 2016 21:11:09 +0000 http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/465/1/roma-citta-internazionale-avanguardia-nella-promozione-della-diversita-culturale fulvioroccodemarinis@gmail.com (Fulvio Rocco de Marinis)
Anziana rapinata Il prefetto telefona alla famiglia http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/464/1/anziana-rapinata-il-prefetto-telefona-alla-famiglia-

Il silenzio non riesce più a copri­re l’inquietante metamorfosi su­bita dalla città negli ultimi anni. La paura spinge le vittime della criminalità ad urlare il bisogno di sicurezza. La denuncia del di­rettore della sede Rai Basilicata, Fausto Tavemiti ha avuto un ef­fetto deflagrante. «Sono pronto a dare personalmente una ma­no per ridare a Vasto la tranquil­lità che merita. Ho percepito la stessa determinazione nel pre­fetto di Chieti, Fulvio Rocco De Marinis, che ringrazio perché non appena ha saputo della di­savventura toccata a mia madre mi ha contat­tato per assi­curarmi il pro­prio interessa­mento. Così pure il mag­giore dei cara­binieri, il mag­giore Giancar­lo Vitiello e il capo di gabi­netto del que­store», affer­ma il dirigen­te Rai. «Ma ho ricevuto an­che tante tele­fonate di rin­graziamento da altre vittime e anziani e questo è inquietante. Sono tutti d'accordo che per sco­raggiare l’illegalità bisogna risco­prire la trasparenza. La stampa è uno strumento per contrastare l’illegalità. Alla stampa vanno raccontati i fatti affinchè possa essere trovato il giusto rimedio», afferma Tavemiti. «Intanto an­drebbe costituito a Vasto un Co­mitato per la sicurezza e andreb­be favorita l’accensione della vi­deosorveglianza anche da parte dei privati. In via Marco Polo, do­ve mia madre ha subito le ag­gressioni, pare ci sia una sola te­
menti. Unanime la richiesta di trasparenza e la condanna del si­lenzio. «Non è vero che aiuta. È peggio», affermano i residenti del centro storico vittime di fur­ti, scippi e rapine. «Perché le for­ze dell’ordine tacciono dinanzi ad un fatto così grave come quel­lo della signora Tavemiti? Vasto e San Salvo sono sotto scacco della criminalità e microcrimi­nalità ormai da anni e questo di­pende anche dal tessuto sociale e politico altamente favorevole allo sviluppo di situazioni ano­male in quanto omertoso e silen­zioso», scrivono Riccardo Alino­vi e Stefano Moretti, delle asso­ciazioni Codici e Osservatorio Antimafia.

«La prossima settimana an­dremo a Ro­ma e chiede­remo di esse­re ricevuti dal generale dei carabinieri e dal capo della Polizia per raccontare con un dos­sier quello che accade a Vasto», . an­nunciano Mo­retti e Alinovi. «Molti anziani ci hanno contat­tato e vivono nell’ansia e nel ter­rore di essere rapinati e aggredi­ti. Ai giornalisti viene impedito di dire la verità e nascondere quello che accade. Perché? L’in­formazione giornalistica non è un nemico ma serve ed è utile perché aiuta a prevenire ed aiu­tare i cittadini affinchè questi episodi vengano alla luce del so­le».

 

 

]]>
Tue, 19 Jul 2016 19:27:16 +0000 http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/464/1/anziana-rapinata-il-prefetto-telefona-alla-famiglia- fulvioroccodemarinis@gmail.com (Fulvio Rocco de Marinis)
Furti in aumento, dati preoccupanti http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/462/1/furti-in-aumento-dati-preoccupanti

Allarme sicurezza. Summit con le forze dell’ordine al Palazzo di Governo. Ecco quindici regole per evitare guaiIL PREFETTO E I CONSIGLI DI AUTODIFESA. PRIMO: NON FIDARSI DI NESSUNO.

Offensiva contro i topi di ap­partamento: una guida dal tito­lo «Più sicuri in casa» per pre­venire e combattere un feno­meno, quello dei furti, in forte aumento. Un vademecum di consigli prati­ci per i cittadi­ni, utili a ri­durre il ri­schio di rima­nere vittime di visite sgra­dite nelle pro­prie abitazio­ni.

«C’è una escalation di furti, anche se il dato è in­feriore alla media nazio­nale, ma co­munque pre­occupante e che merita la massima at­tenzione», ha affermato il Prefetto Ful­vio Rocco De Marinis nel presentare ieri la guida, insieme al Questore Orazio D’Anna, al Comandan­te della Guardia di Finanza Paolo D’Amata, al Comandan­te della Compagnia dei Carabi­nieri di Vasto Giuseppe Lo Schiavo e al Comandante del Corpo Forestale Nevio Savini. La recrudescenza dei furti si ripete soprattutto in questi pe­riodi di festività, per cui l’atten­zione e le precauzioni da pren­dere in casa non sono mai troppe. Altro elemento impor­tante, fondamentale: i cittadi­ni devono imparare a collabo­rare con le forze dell’Ordine. L’iniziativa della guida dei consigli è stata concordata dal Comitato provinciale per l’or­dine e la sicurezza, dedicata alla disamina del fenomeno e alla conseguente pianificazio­ne di «molteplici iniziative te­se a rafforzare le misure di contrasto che risulteranno maggiormente incisive con il contributo informativo, di col­laborazione e di attenzione da parte dei cittadini». E’ stato detto anche che i malviventi agiscono di giorno soprattutto, ma anche di notte e che sono stranieri, comunitari, e italia­ni. La parola d’ordine è non fidarsi di nessuno sconosciuto. Ma ecco alcuni dei consigli contenuti nella guida prefetti­zia: non far entrare in casa sconosciuti che chiedono, di controllare gas, luce, acqua, telefono; attenzione ai falsi rile­vatori del censimento; mu­nirsi di porte blindate, im­pianti d’allar­me collegati con le centra­li operative 113 o 112; quando si esce di casa, lasciare qual­che luce acce­sa, radio o te­levisore; evi­tare di lascia­re le finestre aperte; evitare l’accumulo di molta posta nella cassetta; sen­sibilizzare i vicini di casa ai rumori sospetti che possono far presagire possibili furti da parte di malintenzio­nati. «Le incursioni nelle abita­zioni si possono verificare da parte di un singolo ladro oppu­re di due che riescono meglio a distrarre la vittima con mille scuse, per commettere il fur­to», ha sottolineato il Questore.

di ADRIANO CICCARONE

 

]]>
Tue, 19 Jul 2016 19:11:24 +0000 http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/462/1/furti-in-aumento-dati-preoccupanti fulvioroccodemarinis@gmail.com (Fulvio Rocco de Marinis)
Città più sicura con la vigilanza privata http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/460/1/citta-piu-sicura-con-la-vigilanza-privata

Patto d’intesa tra Gorni e forze dell’ordine e guardie giurate. Pub e locali notturni sotto stretta sorveglianza

CHIETI - Si chiama “Mille occhi sulla cit­tà” il patto d’intesa stretto tra Comune, forze dell’ordine e un servizio di vigilanza privato. Dopo i ripetuti furti nei negozi, gli episodi di intolleranza verso un gruppo gay allo Sca­lo, atti vandalici contro il patrimonio pubblico, risse nei pub durante le ore notturne e aggressioni, sempre allo Scalo; contro tifosi del Pescarè calcio, il Comune corre ai ripari. Ieri, in prefettura, la firma dell’accordo alla quale hanno fatto da testimoni, oltre al sindaco Umberto Di Primio, il prefetto Fulvio Rocco De Marinis, il questore Orazio D'An­na, i comandanti provinciali dei carabinieri, della Finanza e del Corpo forestale dello Sta­to. Un patto allargato al quale hanno aderito anche i Comuni di Lanciano e Vasto che affi­deranno la loro sicurezza an­che agli Istituti di vigilanza pri­vata della provincia di Chieti: Aquila, Coopservice, Federalpol, Italpol, Ivri e Scortitalia. Il protocollo ha l'obiettivo di sviluppare un sistema di si­curezza volto a integrare le ini­ziative pubbliche e private nella cornice della "sussidiarietà" e della "complementarità", dando attuazione al discipli­nare appositamente predispo­sto dal Dipartimento della Pubblica sicurezza del mini­stero dell’Interno.

Il documento prevede, infatti, una colla­borazione tra le autorità di; pubblica sicurezza, le forze di polizia, là polizia locale e gli Istituti di Vigilanza privata, soggetti che operano nel cam­po delia sicurezza cosiddetta «complementare». L'intesa stabilisce che le guardie giurate, nello svolgimento dell'attività dei servizi di sicurezza com­plementare, affidati dalla com­mittenza dell'Istituto di vigi­lanza da cui dipendono, possono svolgere anche compiti di osservazione per l’acquisizione di elementi di informa­zione di particolare utilità per le forze di polizia e per le poli­zie locali, per la prevenzione e la repressione dei reati. II protocollo, che avrà dura­ta triennale, è sottoposto a ve­rifiche periodiche in seno al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Sotto stretta osservazione pub e movida notturna.

Di Primio ha ringraziato il prefetto De Marinis «per l'ac­coglimento di questo punto aggiuntivo che nasce dalla esi­genza di tutelare la sicurezza urbana con la presenza costante di organi preposti al controllo del territorio» ha rimarcato il sindaco «che saprà essere un de­terrente per quanti tentano di sovvertire là tranquillità e la si­curezza pubblica». (y.f.)

 

]]>
Tue, 19 Jul 2016 19:07:59 +0000 http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/460/1/citta-piu-sicura-con-la-vigilanza-privata fulvioroccodemarinis@gmail.com (Fulvio Rocco de Marinis)
Emergenza immigrati: pronto il piano del prefetto http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/459/1/emergenza-immigrati-pronto-il-piano-del-prefetto

Fulvio Rocco De Marinis incontra i vertici della ASL e delle forze dell’ordine per accogliere senza rischi i profughi nel Chietino

CHIETI - Gli obiettivi sono due: minimo rischio e massima accoglienza. Ieri mattina, il prefetto di Chieti, Fulvio Rocco De Marinis, ha convocato una riunione con i vertici della Asl e delle forze dell’ordine per pianificare l’arrivo nel Chietino di altri profughi e quindi prevenire qualunque tipo di emergenza dal punto di vista igienico sanitario e della sicurezza pubblica. Per ora, le principali destinazioni degli immigrati restano il Villaggio della Speranza di suor Vera D'Agostino, a Brecciarola, e una struttura attrezzata di Lentella, nel Vastese, che si è resa disponibile ad accogliere decine di profughi. H numero totale di quelli giunti, negli ultimi mesi nel nostro territorio, sfiora quota 400 anche se molti di loro sono poi andati via, magari fuggendo per cercare l’Eldorado in altri Paesi d’Europa, prima fra tutti la Germania.
Torniamo alla riunione di ieri servita per pianificare le prime fasi dell’accoglienza che prevedono la prevenzione e quindi le visite mediche. A priori è stato escluso, in modo categorico, il rischio che il virus dell’Ebola possa sbarcare in Italia insieme con i profughi. Gli esperti sono certi che non resisterebbe durante il viaggio. Il prefetto di Chieti si sta peraltro adoperando affinché si raggiunga un "protocollo” uniforme di prevenzione nelle quattro Asl abruzzesi. Alla riunione hanno partecipato il direttore generale della Asl, Francesco Zavattaro, il direttore sanitario, Pasquale Fiacco, altri esperti della Asl quindi il questore Felice La Gala; il comandante provinciale dei carabinieri, Salvatore Ronzo e due delegate dell’assessore regionale alla sanità, Silvio Paoloricci. Ma Rocco De Marinis, a margine della riunione, ha voluto spendere parole di ringraziamento e gratitudine nei confronti di suor Vera che continua ad accogliere gli immigrati con grande spirito di solidarietà e tra numerose difficoltà non ultime quelle economiche che hanno spinto la comunità religiosa teatina ad anticipare le spese in attesa dei rimborsi che si aggirano sui 35 euro a profugo. Ma se non ci fosse stata l’abnegazione di suor Vera e delle sue sorelle, Chieti si sarebbe certamente trovata in emergenza. Così il rappresentante del Governo ha voluto dirle grazie. Presto arriveranno altri immigrati. Ma la città e la provincia sono pronti ad accoglierli senza problemi.

]]>
Tue, 19 Jul 2016 19:03:53 +0000 http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/459/1/emergenza-immigrati-pronto-il-piano-del-prefetto fulvioroccodemarinis@gmail.com (Fulvio Rocco de Marinis)
Un centro interforze per governare l’emergenza http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/456/1/un-centro-interforze-per-governare-l-emergenza-

Un centro interforze per governare l’emergenza. E’ il punto di coordinamento dei soccorsi attivato in prefettura, 24 ore su 24, per monitorare le criticità sul territorio, affidato al dirigente Giovanni Giove. A seguire in prima persona gli interventi è il prefetto Fulvio Rocco De Marinis, che sul malumore in città per la mancata chiusura degli uffici pubblici osserva: «Per il momento, non ve ne sono le condizioni. Valuteremo la possibilità per venerdì. Abbiamo cercato di bilanciare i vantaggi e i disagi che sarebbero derivati da una chiusura degli uffici», afferma ancora il prefetto, «molti dei quali comunque, a partire da prefettura e questura, non potrebbero in ogni caso fermarsi. Ne è derivato che, almeno per il momento, non ve ne sono le condizioni, visto anche che il sindaco Di Primio si è impegnato a libera¬re dalla neve le piazze per garantire più parcheggi».
Il prefetto aggiunge: «Se con la nuova nevicata, attesa per il fine settimana, la situazione dovesse peggiorare, è possibile che chiuderemo gli uffici venerdì». Mentre il prefetto fa il punto sulle operazioni, dal centro di coordinamento dei soccorsi arriva un’allerta per un intervento. «In questi giorni», racconta de Marinis, «ci sono stati diversi interventi.

 

]]>
Fri, 15 Jul 2016 19:23:23 +0000 http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/456/1/un-centro-interforze-per-governare-l-emergenza- fulvioroccodemarinis@gmail.com (Fulvio Rocco de Marinis)
Servizio notturno dei vigili interviene il prefetto http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/452/1/servizio-notturno-dei-vigili-interviene-il-prefetto

Rocco De Marinis convoca primo cittadino, polizia municipale e sindacato Diccap, ma sembra ci siano aperture del Comune alle richieste dei lavoratori

Interviene il Prefetto nella querelle sul servizio notturno della polizia municipale. Ci prova Fulvio Rocco De Marinis a mediare tra i vigili urbani e amministrazione comunale, protagonisti in questi giorni di un duro scontro culminato nella imposizione, attraverso un atto di indirizzo della giunta, di assicurare i controlli sulla viabilità nelle ore serali e notturne incontrando la ferma opposizione del sindacato che ha risposto al provvedimento con una diffida.
L’alto funzionario, che annovera tra i suoi compiti anche quelli di mediazione e raccordo, ha convocato per la tarda mattinata di martedì il sindaco Luciano Lapenna (che sarà accompagnato dal dirigente Enzo Marcello), il comandante dei vigili urbani Oriandino Carusi (sostituito in questi giorni dal tenente Luigi La Verghetta) e il rappresentante territoriale del Diccap, Antonio Di Lena.
A chiedere un incontro al Prefetto è stato proprio il sindacato di categoria, ma sono diversi giorni che il titolare dell’ufficio territoriale del Governo è in continuo contatto con il primo cittadino di Vasto. Non si presenta facile il compito di De Marinis che cercherà di trovare un punto di incontro tra le posizioni, finora intransigenti, dell’amministrazione comunale e della polizia municipale anche se sembra che qualche spiraglio si stia aprendo. E' di queste ultime ore la notizia di una lettera che il sindaco Lapenna ha inviato al Comando di corso Italia il cui contenuto, a detta del dirigente Enzo Marcello, presenta passaggi diapertura alle richieste degli agenti e dei tenenti che contestano il taglio delle indennità deciso con il contratto decentrato (sul quale manca la firma del Diccap) e che ha comportato una decurtazione sulla bustapaga di 120 euro al mese.
I fischietti locali, che quest’anno si sono rifiutati di lavorare dopo le 22, lamentano anche la scarsa considerazione che l’amministrazione comunale ha nei confronti della loro attività.
Sull'altro fronte ci sono sindaco e assessori che vorrebbero maggiore collaborazione da parte della polizia municipale, a loro dire, troppo “sindacalizzata". Se la vertenza non si dovesse sbloccare neanche con l'opera di mediazione del Prefetto sarebbe davve¬ro problematico. A fame le spese sarebbe ancora una volta la città che da settimane assiste sconcertata alla diatriba sul turno di notte. Sono tante le manifestazioni in calendario e massiccio si prevede l’afflusso delle auto nelle vie del centro e alla Marina in occasione degli eventi programmati. Tra questi c'è la Notte rosa, l’8 agosto, organizzata dal Consorzio di commercianti del quartiere rivierasco in collaborazione con il Comune. Senza la polizia municipale sarà difficile garantire il controllo della viabilità nella riviera.

Articolo originale a firma AnnaBontempo

 

 

 

 

]]>
Fri, 15 Jul 2016 18:49:16 +0000 http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/452/1/servizio-notturno-dei-vigili-interviene-il-prefetto fulvioroccodemarinis@gmail.com (Fulvio Rocco de Marinis)
Piano per proteggere gli esercenti dai furti http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/450/1/piano-per-proteggere-gli-esercenti-dai-furti

Telecamere contro i ladri. Sulla costa lotta efficace ai venditori abusivi. Riunito dal prefetto il Comitato per l’ordine pubblico. Tre incontri su sicurezza e bullismo a Bagno di Romagna

CESENA. Oltre ai sindaci di Forlì e di Cesena c’erano anche i primi cittadini dei Comuni Cesenatico, Gatteò, San Mauro Pascoli e Savignano alla riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica che si è tenuta ieri in Prefettura.

Il prefetto Fulvio Rocco de Marinis, alla presenza anche dei vertici delle forze di polizia, dei vigili del fuoco e dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Cesenatico, ha sottolineato la necessità di alzare la guardia sulla sicurezza stradale, viste le tante giornate “da bollino rosso” in arrivo: 7,8,9,14,15 e 30 agosto.
Al tempo stessi, sono stati evidenziati i risultati centrati nel contrasto allo spaccio di stupefacenti, alla prostituzione e all’abusivismo commerciale nei territori dei quattro comuni costieri della provincia di Forlì-Cesena. In particolare, è stato preparato un protocollo d’intesa volto a consolidare le efficaci prassi operative già attuate sul fronte della prevenzione e della lotta contro i venditori abusivi.

Più problematica la situazione per quel che riguarda furti e rapine. Si punta molto su una serie di incontri informativi con le associazioni rappresentative degli esercenti, in questo periodo più esposte. Da settembre si avvieranno apposite sessioni informative con gli associati e mirati sopralluoghi congiunti su specifiche realtà produttive. E’ stata rimarcata soprattutto l’importanza dei sistemi di videosorveglianza: suggerimenti in proposito si possono consultare sul sito web www.prefettura.it/forli. E’ stata data anche notizia di come, nelle prossime settimane, i Comuni di San Mauro Pascoli, Gatteo e Savignano sottoporranno al parere del Comitato i rispettivi progetti per un rinnovato sistema di videosorveglianza.
Il Comitato ha poi approvato un’iniziativa promossa dal Comune di Bagno di Romagna per tenere alcuni incontri pubblici sui temi della sicurezza e del bullismo, l’il agosto e poi il 9 e il 23 settembre 

]]>
Fri, 15 Jul 2016 18:27:18 +0000 http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/450/1/piano-per-proteggere-gli-esercenti-dai-furti fulvioroccodemarinis@gmail.com (Fulvio Rocco de Marinis)
Un patto contro i rubinetti a secco http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/449/1/un-patto-contro-i-rubinetti-a-secco

Un protocollo d'intesa che garantisce acqua a suffcienza per evitare almeno i ricorrenti black-out estivi che da oltre un quindicennio mandano i rubinetti a secco per intere giornate, senza menzionare il danno d'immagine infetto alla Guardiagrele turistica. E' stato firmato ieri mattina in municipio, garanti il prefetto Fulvio Rocco de Marinis e il responsabile del settore Lavori pubblici della Regione Pierluigi Caputi, presente anche nella veste di massimo rappresentante regionale della Protezione civile e di commissario straordinario dell'ente d'Ambito idrico unico abruzzese.

Al comprensorio servito dal vecchio acquedotto dell'Avello, sei Comuni (Orsogna, Filetto, Casacanditella, San Martino sulla Marrucina e Penna- piedimonte, oltre alla città del ferro battuto), saranno assicurati nelle emergenze della stagione calda non meno di 45 litri al secondo deviati dall'Aca, il gestore idrico del Pescarese, dalla confluenza delle sorgenti del fiume Foro a Fara Filiorum Petri verso la stazione di pompaggio di Bocca di Valle.

Quantitativo sancito dal protocollo in luogo dei 30 litri attualmente forniti dall'Aca in base a un accordo tra gestori
delle reti.
Ospite e firmatario per Guardiagrele è stato il sindaco Sandro Salvi con l'assessore Donatello Di Prinzio che ha preso parte alla firma in qualità di assessore provinciale alla Protezione civile, mentre per la Sasi spa (il gestore idrico dei Chietino) c'era il presidente Domenico Scutti.
L'Aca è stata rappresentata dal direttore tecnico Bartolomeo Di Giovanni.
Presente anche il consigliere regionale e ex sindaco Franco Caramanico, che nel febbraio 2012 ottenne da Caputi l'apertura di un tavolo regionale sulla crisi dell'acqua. Il sindaco Salvi si battè dall'estate successiva per una trattativa imposta dal prefetto. Il rispetto del protocollo sarà garantito dal monitoraggio costante della prefettura, cui perverranno dai due gestori i resoconti sulle operazioni di deviazione dei flussi d'acqua

]]>
Fri, 15 Jul 2016 18:18:37 +0000 http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/449/1/un-patto-contro-i-rubinetti-a-secco fulvioroccodemarinis@gmail.com (Fulvio Rocco de Marinis)
Patto per migliorare la nostra sicurezza http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/448/1/patto-per-migliorare-la-nostra-sicurezza-

Un patto e un protocollo d’intesa per migliorare la sicurezza in città. Dove, dati delle forze dell’ordine alla mano, i fenomeni criminosi sono in calo ma resta di difficile gestione la conformazione cittadina su due livelli e il costante sviluppo, non sempre ordinato, dello Scalo. Sede, peraltro, di un affollato campus universitario. Sono stati sottoscritti ieri mattina dal prefetto Fulvio Rocco de Marinis, dal sindaco Di Primio e da Carmine Di Ilio, rettore dell'università d’Annunzio. L’obiettivo è quello di istituire una cabina di regia, aperta alle forze dell’ordine, al Comune e all’università, per implementare la sicurezza sul perimetro urbano.
I soggetti attuatori dell’iniziativa si incontreranno, periodicamente, in prefettura. «Questa nuova “intelligence”sulla sicurezza locale affiancherà il lavoro» anticipa il prefetto «del comitato provinciale sull’ordine e la sicurezza pubblica. Chieti ha la fortuna di avere una gloriosa università che vanta docenti e un personale di altissimo livello. E' fondamentale dare ai giovani e ai cittadini la giusta percezione di sicurezza in un momento storico difficile acuito dalla crisi economica». Il sindaco aggiunge: «Gli episodi criminosi riscontrati nella nostra città non sono allarmanti ma non dobbiamo abbassare il livello della guardia in quanto la gente chiede maggiore sicurezza. Fa piacere il pieno coinvolgimento dell’università in faccende cittadine». Il rettore sottolinea il ruolo dell’ateneo per il territorio. Tra gli obiettivi del mio mandato c’è il radicamento dell’università nella realtà cittadina». 

]]>
Thu, 14 Jul 2016 18:51:00 +0000 http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/448/1/patto-per-migliorare-la-nostra-sicurezza- fulvioroccodemarinis@gmail.com (Fulvio Rocco de Marinis)
Visita II console Usa ricevuto in Prefettura http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/446/1/visita-ii-console-usa-ricevuto-in-prefettura

 Il Prefetto Fulvio Rocco de Marinis ieri mattina ha ricevuto il console americano a Firenze Abigail Rupp. All’incontro ha partecipato anche il sindaco Davide Drei. Il Console generale degli Stati Uniti d’America di Firenze Abigail Rupp ieri ha fatto visita in Romagna e a Forlì ha potuto apprezzare la mo¬stra “Piero della Francesca. Indagine su un mito” in corso ai Musei San Domenico. Durante un pranzo informale e mólto cordiale ha incontrato anche una delegazione dell’associazione Romagna - Stati Uniti presieduta da Mas­simo Merendi e dal suo vice Marco Mambelli,.

]]>
Thu, 14 Jul 2016 18:41:06 +0000 http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/446/1/visita-ii-console-usa-ricevuto-in-prefettura fulvioroccodemarinis@gmail.com (Fulvio Rocco de Marinis)
Confcommercio, il prefetto convoca Allegrino http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/445/1/confcommercio-il-prefetto-convoca-allegrino

Incontro dal rappresentante di governo perché interceda per la riassunzione dei lavoratori licenziati

La convocazione, forse già nei prossimi giorni, del presidente uscente Angelo Allegrino nella speranza, magari, di strappare il reintegro dei lavoratori licenziati. E’ l'impegno formale assunto dal prefetto Fulvio Rocco de Marinis con i dipendenti della Confcommercio, licenziati in tronco dal presidente uscente Allegrino, a margine dell’incontro che si è tenuto ieri mattina in prefettura. Una riunione informale a cui hanno preso parte i sei lavoratori della Confcommercio licenziati, cinque titolari di un rapporto di lavoro storico regolato da contratti a tempo indeterminato, parte dei sei consiglieri dimissionari del direttivo provinciale e firmatari della sfiducia ad Allegrino oltre al sindaco e al consigliere Pdl Emiliano Vitale. Autore di una interrogazione sul caso Confcommercio discussa nel consiglio comunale di ieri. La vicenda, ormai, è sempre più ingarbugliata.
Il presidente uscente Allegrino è stato in pratica defenestrato da sei consiglieri su nove che siedono all’interno del consiglio direttivo provinciale. Tutti contestano ad Allegrino una gestione personalistica dell’associazione di categoria finita in disgrazia, secondo i consiglieri dimissionari, anche dal punto di vista economico per una serie di scelte discutibili operate dal presidente uscente. Il 18 luglio sono finite quasi in rissa le nuove elezioni della Confcommercio che adesso, con ogni probabilità, verranno convocate di nuovo per il 20 ottobre prossimo. Intanto sono stati licenziati sei dipendenti rimpiazzati, cosa piuttosto singolare, con tre nuovi professionisti messi sotto contratto da Allegrino. Uno di loro, a quanto pare, si è già dimesso ed è stato subito sostituito. Una situazione imbarazzante che ha in pratica azzerato la presenza di Confcommercio nei tavoli istituzionali di Chieti e provincia.
 
Avuto il benservito da Allegrino hanno impugnato i licenziamenti e sono stati protagonIsti, nei giorni scorsi, di un rumoroso sit-in andato in scena sotto la sede teatina di Confcommercio, in via Santarelli. Ieri è stato richiesto un intervento di mediazione al prefetto con i lavoratori che hanno ricevuto il pieno sostegno dell’amministrazione comunale. «L’obiettivo» afferma il sindaco Di Primio, «è quello di tentare il reintegro dei lavoratori licenziati».
Il prefetto ha garantito che eserciterà a pieno il suo ruolo istituzionale di mediatore tra le parti in causa. In tal senso, a breve, convocherà il presidente uscente Allegrino per invitarlo a tornare sui propri passi nell’interesse dei lavoratori e della stessa associazione di categoria

]]>
Thu, 14 Jul 2016 18:34:02 +0000 http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/445/1/confcommercio-il-prefetto-convoca-allegrino fulvioroccodemarinis@gmail.com (Fulvio Rocco de Marinis)
Ospedale a rischio, via libera ai traslochi http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/444/1/ospedale-a-rischio-via-libera-ai-traslochi

Vertice in prefettura con il governatore Chiodi e zavattaro: due anni di lavori, costi per 10 milioni

Può ora cominciare lo sgombero dei corpi G e F, gli edifici del dimazzato carenti sotto il profilo statico e a rischio di crollo in caso di terremoto secondo le perizie dello studio romano Stin, che ha lavorato per conto della Regione, e quella del Tribunale di Chieti sollecitata dalla procura della repubblica. Via libera alla grande operazione, costo poco meno di 10 milioni di euro (durata dei lavori stimata in circa due anni) che salgono a oltre 30 per i necessari interventi strutturali, e venuto ieri pomeriggio dal vertice in prefettura richiesto la scorsa settimana dal governatore e commissario straordinario alla Sanità abruzzese: Gianni Chiodi.

Il prefetto Fulvio Rocco de Marinis ha coordinato i lavori di un tavolo istituzionale di alto livello, indispensabile per procedere alle autorizzazioni da rilasciare per trasferimenti che coinvolgono anche Comune, Provincia e università d' Annunzio oltre che la Regione e la stessa Asl Chieti-Lanciano-Vasto.

Oltre a Chiodi c'erano il presidente della Provincia Enrico Di Giuseppanionie, il sindaco Umberto. Di Primio, il rettore Carmine Di Ilio e il manager della Asl Francesco Zavattaro accompagnato dal direttore sanitario Amedeo Badassi e da quello amministrativo Silvia Cavalli. Nutrita anche la rappresentanza dei tecnici della Regione.

Il trasloco dei 13 reparti attualmente alloggiati nei due corpi a rischio cade come una tegola sulle finanze regionali, anche se la cifra iniziale verrà an ticipata dalla'Asl con fondi ricavabili da capitoli di bilancio a bassa priorità. Chiodi spinge per una nuova revisione della cifra volta al risparmio sui costi di svuotamento degli edifici e allestimento dei reparti negli spazi di nuova assegnazione.

Giudicata impraticabile la proposta del governatore di esplorare la possibilità di acquisire una sede al di fuori del clinicizzato e del Bernabeo di Ortonadove trasferire le unità operative ih via provvisoria. Per Di Primio è importante rendere disponbile tutta intera la cifra iniziale, altrimenti l’assistenza sanitaria del capoluogo cadrebbe nel caos. «Richiesta giusta e condivisibile», osserva Zavattaro, «mentre sarà difficile scendere dalla previsione dei 10 milioni. Ora attendiamo la versione definitiva della perizia del Tribunale, visto che il vertice in prefettura ha sancito l'ineluttabilità dello svuotamento delie strutture arischio».

Francesco Siasi

]]>
Wed, 13 Jul 2016 18:14:27 +0000 http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/444/1/ospedale-a-rischio-via-libera-ai-traslochi fulvioroccodemarinis@gmail.com (Fulvio Rocco de Marinis)
Taglia al sociale sindaci dal prefetto http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/441/1/taglia-al-sociale-sindaci-dal-prefetto

LANCIANO. Arrivano all’attenzione del prefetto i tagli ai piani locali per la non autosufficienza. Oggi, alle 12, sindaci e presidenti degli enti d’ambito chiederanno l’intervento del prefetto Fulvio Rocco de Marinis sullo spostamento da parte della Regione di 3 milioni di euro, dei cinque assegnati dallo Stato, dal sociale ad altri capitoli.
Un buco nei fondi che mette in seria difficoltà Comuni ed enti d’ambito che avevano già predisposto e appaltato (in altri casi i bandi di gara sono stati bloccati) i servizi di assistenza a disabili e anziani contando su ben altre somme.
Nel vertice bipartisan organizzato sabato- in città, promosso dagli assessori alle politiche sociali dì Lanciano, Dora Bendotti, e Fossacesia, Fabrizio D’Amario, è stato redatto anche un documento da inviare al presidente della Regione, Gianni Chiodi, e agli assessori al bilancio, Carlo Masci, e al sociale, Paolo Gatti. In esso si ribadiscono le difficoltà degli enti locali e si sollecita la giunta regionale «a ristabilire presto la somma assegnata in precedenza, poiché la drastica riduzione delle risorse sta generando innumerevoli disservizi e in molti casi addirittura l’interruzione delle prestazioni».

Stefania Sorge

 

]]>
Mon, 11 Jul 2016 18:55:14 +0000 http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/441/1/taglia-al-sociale-sindaci-dal-prefetto fulvioroccodemarinis@gmail.com (Fulvio Rocco de Marinis)
Cede un solaio a Casacanditeìla: un uomo ferito. Università: lezioniferme e proteste http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/439/1/cede-un-solaio-a-casacanditeila-un-uomo-ferito-universita-lezioniferme-e-proteste-

 CHIETI. Passata la bufera, si torna lentamente alla normalità. Le scuole riaprono mercoledì, oggi stesso io faranno gli uffici pubblici per decisione del prefetto Fulvio Rocco de Marinis, che ieri mattina ha riunito il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Seduta che, tra l’altro, ha visto riaffermare l’impegno dei Comuni a completare le operazioni di sgombero della neve dagli spazi adiacenti agli uffici e a mettere in sicurezza i cornicioni degli edifici dal pericolo di caduta di formazioni di ghiaccio.

LA NEVE SUI TETTI. La neve sui tetti rappresenta la maggiore criticità del momento. Le abbondanti precipitazioni dell’ultima settimana hanno causato ieri un’infiltrazione d’acqua, con conseguente cedimento di un intonaco, in uno degli uffici del museo archeologico di Villa Frigerj, lontano dall’ala espositiva. Sotto il peso della neve ha ceduto anche il solaio di un’abitazione in contrada Cerreto di Casacanditella. Per fortuna, sembrano escluse conseguenze gravi per un uomo di 44 anni che è rimasto coinvolto nel crollo. Trasportato d’urgenza al policlinico di Colle dell’Ara, non è in prognosi riservata. Esami più approfonditi chiariranno il quadro clinico.

Altro versante di preoccupazione è il rischio di caduta di grossi, accumuli di neve e ghiaccio dalle coperture dei palazzi, soprattutto nel centro storico. Gli esperti consigliano di camminare lontano dalle pareti dei palazzi, spostandosi al centro della strada quando si notano fronti sporgenti o cunei di ghiaccio su grondaie e cornicioni. Sono decine gli inter-venti di questi giorni dei vigili del fuoco per monitorare e mettere in sicurezza edifici sia pubblici che privati.

UNIVERSITÀ. Monta intanto la protesta degli studenti della d’Annunzio, anche su Facebook, per una comunicazione tardiva, solo ieri pomeriggio dopo le 15, del fermo ancora per oggi di lezioni ed esami. «Il 70 per cento degli studenti è fuori sede», scrive una studentessa della facoltà di Lettere moderne, «e a causa del maltempo, che ha colpito in questi giorni l’Abruzzo, non possono raggiungere la sede' universitaria. Quei pochi che vivono nei paesi limitrofi all’ateneo vorrebbero invece avere delle certezze sull’apertura o meno, per evitare di fare un viaggio a vuoto. Molti treni dal Molise all’Abruzzo, poi, sono soppressi, diverse aree interne della regione sono irraggiungibili e impercorribili». Gli studenti, dunque, la-mentano di sentirsi abbandonati a se stessi e sollecitano l’ateneo a una migliore organizzazione, che soprattutto non li lasci in balia di decisioni impossibili da assumere con opportuna tempestività.

 
COMMERCIO. Sarà invece la conta dei danni a dire quanto la nevicata del 2012 peserà sull’economia cittadina, La neve ha ulteriormente congelato gli acquisti. «Fare al momento una valutazione complessiva è difficile», osserva Lido Legnimi, direttore Confesercenti Chieti, «fatto sta che circa il 70 per cento dei negozi, monitorati dalla nostra organizzazione, in questi giorni sono rimasti chiusi! Chi ha aperto, registra un calo nelle vendite di circa l’80 per cento, a eccezione del settore alimentare. L’auspicio è che si acceleri il lavoro di sgombero della neve sulle strade e soprattutto nelle aree di parcheggio nel corso di questa settimana, perché è quella che anticipa il Carnevale e potrebbe favorire una ripresa degli acquisti».

AGRICOLTURA. «Una stima su scala nazionale di Coldiretti, non confinata solo all’Abruzzo, parla di 200 milioni di danni», osserva il presidente provinciale di Coldiretti, Sandro Polidoro, «nelle aree interne del Chietino gli allevatori hanno difficoltà nell’approvvigionamento dei mangimi, mentre gli abbeveratoi sono ghiacciati, il ritiro del latte manca da giorni e molti produttori non sono attrezzati per- la conservazione». Il 7 febbraio scorso, Col-, diretti Abruzzo, come ricorda lo stesso Polidoro, ha chiesto alla Regione di verificare le condizioni per la richiesta di calamità naturale. «Ho potuto verificare», prosegue Polidoro, «danni ai vigneti, soprattutto quelli non ancora potati. Diversi rami di ulivo sono stati spezzati dal peso della neve con ripercussioni che certamente si faranno sentire sulla produzione. Rovinate anche coltivazioni orticole e serre». Molti agricoltori, sollecitati da Coldiretti, hanno messo a disposizione i propri trattori per liberare strade e contrade bloccate dalla neve.

Sipo Beverelli

 

]]>
Mon, 11 Jul 2016 18:37:28 +0000 http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/439/1/cede-un-solaio-a-casacanditeila-un-uomo-ferito-universita-lezioniferme-e-proteste- fulvioroccodemarinis@gmail.com (Fulvio Rocco de Marinis)
Un progetto per i ragazzi, immigrati http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/437/1/un-progetto-per-i-ragazzi-immigrati

Ammonta a 131 mila euro la somma per implementareìa rete di inclusione socio-culturale nelle scuole rivolta a ragazzi immigrati. E' questo l’obiettivo del progetto promosso dalla Prefettura in collaborazione con Provveditorato e Provincia, presentato ieri dal prefetto Rocco de Marinis. Secondo dati relativi all'anno scolastico 2010-11, sui 54.649 studenti che frequentano le scuole provinciali, 2,516 sono stranieri. Il progetto finanziato dal ministero dell’Interno mira a creare protocolli di accoglienza a livello scolastico e alla formazione di personale scolastico ad hoc e prevede anche attività di sensibilizzazione tra gli studenti. «Il territorio della Provincia di Chieti è interessato da un importante flusso migratorio - ha sottolineato il prefetto Fulvio Rocco De Marinis - inseguito al quale l’incidenza degli stranieri appare destinataa crescere ulteriormente anche se in modo disomogeneo sul territorio. Questo testimonia la necessità di un inserimento stabile in cui anche la famiglia gioca un molo centrale».

]]>
Mon, 11 Jul 2016 18:28:23 +0000 http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/437/1/un-progetto-per-i-ragazzi-immigrati fulvioroccodemarinis@gmail.com (Fulvio Rocco de Marinis)
Nota introduttiva alla pubblicazione sul progetto DRUGS FREE http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/433/1/nota-introduttiva-alla-pubblicazione-sul-progetto-drugs-free

Onesta pubblicazione arricchisce il percorso avviato dal ( 'ominie di Chieti con il progetto DRUGS F.R.E.E. inserito nel programma nazionale NN1DAC (Network Nazionale Incidenti Droga e Alcol Correlati) promosso dal Dipartimento Antidroga della Presidenza de! Consiglio dei Ministri, finalizzato alla prevenzione e riduzione degli incidenti stradali ricollegabili ad 'uso di droga e alcol.
Il fenomeno della dipendenza ila sostanze stupefacenti e alcol, appare sempre piti preoccupante, sia per l'abbassamento dell'età dei ragazzi che vengono coinvolti, sia per l 'introduzione continua nel consumo ili nuove sostanze sempre maggiormente pericolose e dannose.
La Prefettura di Chieti. coerentemente con l'impegno che da anni assicura - ai diversi livelli di intervento sul territorio- per la promozione della cultura della prevenzione e della consapevolezza da parte dei giovani dei rischi per la salute, anche in questa occasione ha inteso fornire il proprio contributo per la realizzazione di una rete interdisciplinare che. nello specifico, si-invale dell'apporto delle Forze dell'Ordine, della Polizia locale. dell'Azienda Sanitaria Locale, delle Associazioni di Volontariato e del mondo della scuola.
Grazie a questa sinergia è senz’altro possibile affrontare, attraverso le diverse competenze e modalità di approccio, la complessità di una sfida che tutti insieme vogliamo vincere perché i nostri giovani acquisiscano consapevolezza e rispetto per la vita e la salute, nell'affermazione della cultura della legalità, dei sano benessere e del responsabile divertimento.
Fulvio Rocco de Marinis
Prefetto di Chieti

 

]]>
Mon, 11 Jul 2016 18:16:46 +0000 http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/433/1/nota-introduttiva-alla-pubblicazione-sul-progetto-drugs-free fulvioroccodemarinis@gmail.com (Fulvio Rocco de Marinis)
Chieti, prende avvio il progetto di razionalizzazione delle sedi della PA http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/453/1/chieti-prende-avvio-il-progetto-di-razionalizzazione-delle-sedi-della-pa

E’ stato sottoscritto nella prefettura di Chieti il ‘Piano di razionalizzazione delle sedi delle Amministrazioni statali’ presenti sul territorio. All’incontro, convocato dal prefetto Fulvio Rocco de Marinis d’intesa con la direzione generale dell’Agenzia del demanio, hanno partecipato Graziano Deirio, sottosegretario alla Presidenza del consiglio dei ministri, il direttore generale e il direttore centrale dell’Agenzia, Paolo Maranca e Roberto Reggi.
Il progetto, esperimento pilota in un capoluogo di provincia italiano, mira all’abbattere i costi a carico dello Stato per le locazioni passive degli uffici statali periferici e garantire la riorganizzazione di funzioni e servizi a vantaggio dei cittadini anche attraverso il recupero, con fine di pubblica utilità, di immobili militari dismessi.
L’accordo porterà benefici anche dal punto di vista della gestione e valorizzazione degli immobili: l’ex Caserma Berardi, un compendio di circa 23.000 mq. Situato nell’area cittadina, e gli altri immobili concessi a titolo gratuito alla Provincia, saranno ristrutturati, resi più efficienti dai punto di vista energetico e salvaguardati da condizioni di degrado e disuso. 

 

]]>
Mon, 3 Nov 2014 00:00:00 +0000 http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/453/1/chieti-prende-avvio-il-progetto-di-razionalizzazione-delle-sedi-della-pa fulvioroccodemarinis@gmail.com (Fulvio Rocco de Marinis)
Vandali scatenati in centro promessi più controlli http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/430/1/vandali-scatenati-in-centro-promessi-piu-controlli

Controlli potenziati in città per combattere atti vandalici ed episo-di di microcriminalità. È questa la sintesi delle decisioni prese durante la riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocata ieri mattina dal prefetto Fulvio Rocco de Marinis su richiesta del sindaco Umberto Di Primio. È lo stesso primo cittadino a rivelarlo al termine dell' incontro, che si è reso necessario dopo una serie di atti di teppismo che ha comportato danni notevoli sia al patrimonio del Comune che alle auto dei cittadini parcheggiate nella zona della villa comunale e in via Ricci. «La nostra - dice Di Pri­mio - è stata sempre una città tran­quilla ma, proprio per questo, il ri­petersi di fenomeni di teppismo e di microcriminalità impone a tutti noi, e in particolar modo alle auto­rità competenti, di insorgere per debellare fin dalforigine questi comportamenti». I cittadini, conti­nua il sindaco, non hanno bisogno soltanto di una «sicurezza dichia­rata» ma anche di una «sicurezza percepita»: ecco perché, «potendo contare su un maggior controllo garantito dal questore e di un mag­gior coordinamento tra le forze dell'ordine, verranno attuate azio­ni che fungeranno da deterrente per questi fenomeni di delinquenza. Importante, soprattutto nelle ore diurne, sarà anche l'attività della polizia locale. Quel che è certo è che abbiamo chiesto attenzione per tutto il territorio comunale. Chi si rende protagonista di azioni censurabili, come è accaduto nel recente passato, deve capire che non è facile farla franca». Nei giorni scorsi i vandali avevano preso di mira il parco giochi della villa, decine di lampioni e diverse auto in sosta, tra via Ricci e via Pianell. Senza dimenticare il furto (avvenuto qualche settimana fa) dei fili di rame indispensabili per accendere quindici nuovi lampioni sistemati sul terrazzo della Casa dello studente.

Gianluca Lettieri

 

]]>
Sat, 20 Sep 2014 19:14:41 +0000 http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/430/1/vandali-scatenati-in-centro-promessi-piu-controlli fulvioroccodemarinis@gmail.com (Fulvio Rocco de Marinis)
Varati in prefettura il Patto Chieti Sicura e il Protocollo per la sicurezza http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/455/1/varati-in-prefettura-il-patto-chieti-sicura-e-il-protocollo-per-la-sicurezza

Sottoscritti questa mattina nella prefettura di Chieti, alla presenza dei responsabili provinciali delle Forze di polizia, due documenti finalizzati a rispondere alla domanda di sicurezza dei cittadini: il Patto Chieti Sicura, firmato dal prefetto Fulvio Rocco de Marinis e dal sindaco della città marruccina Umberto Di Primio, e il 'Protocollo di intesa per la sicurezza della città di Chieti', al quale si è aggiunto come sottoscrittore il rettore dell’università 'G. d’Annunzio’ Carmine Di Ilio.


Nella conferenza stampa di presentazione degli accordi pattizi, che hanno entrambi durata biennale e sono rinnovabili, è stata anche illustrata la creazione di una 'cabina di regia' per raccordarne le iniziative.


PATTO CHIETI SICURA
L’accordo tra prefettura e comune rafforza la cooperazione interistituzionale fra Stato e enti locali, sviluppando azioni coordinate che assicurino un più elevato e adeguato livello di sicurezza. I necessari interventi per la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica saranno affiancati da iniziative per migliorare la vivibilità dei singoli territori e la qualità della vita, per coniugare la prevenzione, la mediazione dei conflitti e la repressione, creando le condizioni per la 'sicurezza diffusa’.


Il documento prevede sessioni propedeutiche del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica e disciplina le forme di collaborazione fra le Forze dell’ordine e la Polizia municipale in materia di esercizi pubblici, abusivismo commerciale ambulante, impiego di manodopera irregolare.


PROTOCOLLO DI INTESA PER LA SICUREZZA DELLA CITTÀ DI CHIETI
Il Protocollo con l’università di Chieti promuove iniziative per approfondire i fenomeni avvertiti come preoccupanti per la collettività locale e che incidono sui livelli di sicurezza percepiti dalla popolazione.
Sono previsti in particolare:
-    progetti coordinati e integrati che siano idonei ad accrescere la vivibilità del territorio e a contrastare il fenomeno di insicurezza dei cittadini;
-    la realizzazione di una struttura di collegamento che metta a confronto i dati dei fenomeni criminali e i risultati di ricerche e analisi condotte sul territorio.

 

 

]]>
Wed, 5 Feb 2014 00:00:00 +0000 http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/455/1/varati-in-prefettura-il-patto-chieti-sicura-e-il-protocollo-per-la-sicurezza fulvioroccodemarinis@gmail.com (Fulvio Rocco de Marinis)
Allarme sicurezza Il prefetto promette controlli a tappeto http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/447/1/allarme-sicurezza-il-prefetto-promette-controlli-a-tappeto

I sindaci si mobilitano contro furti e atti intimidatori  II caso Cupello discusso dal comitato per l’ordine pubblico

 

Caso Cupello e sicurezza nel Vastese: il prefetto, Fulvio Rocco De Marinis, risponde per iscritto all'appello lanciato dal capogruppo consiliare provinciale del Pd Camillo D'Amico e a quello del sindaco di Cupello, Angelo Pollutri e assicura una attenzione particolare al territorio.
«La questione sicurezza è stata esaminata nel corso di una riunione tecnica con le forze dell'ordine che si è svolta il 10 gennaio scorso», scrive De Marinis. «Nel corso della riunione è stata confermata l'attenzione che gli organi di polizia dedicano alla situazione dell'ordine e della sicurezza pubblica del territorio». De Marinis aggiunge che già il questore di Chieti Filippo Barboso, il 27 dicembre scorso aveva sollecitato un'intensificazione dei servizi di vigilanza diurna e notturna alle forze dell'ordine locali.«La situazione del colmune di Cupello sarà tuttavia esaminata nei prossimi giorni dal Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica», aggiunge De Marinis. D'Amico è soddisfatto . «La risposta del prefetto ci conforta. L'auspicio è che vengano adottate misure capaci di porre un freno al dilagare dei furti e degli episodi che stanno esasperando i cittadini», ha commentato D'Amico. « Anche la popolazione però deve fare la sua parte e aiutare le forze dell'ordine ad aiutarli. Tacere per paura non serve», afferma D'Amico.
La risposta del prefetto tuttavia non accontenta tutti. A Cupello come a Vasto ci sono gruppi di amici che hanno iniziato ad organizzare ronde di controllo. Una sorta di vigilanza "fai da te" che non piace ai sindaci e che potrebbe portare a pericolose forme di giustizia sommaria.
A Vasto i residenti del quartiere San Paolo si dicono "costretti" a proteggersi da soli. Vasto, come Cupello , ma anche San Salvo, hanno paura. «Se il numero di carabinieri e polizia non basta più il prefetto disponga servizi di controllo con la Guardia di finanza, la polizia municipale e le altre forze militari presenti in città», chiedono i residenti del quartiere San Paolo. Le stesse richieste erano state fatte qualche mese fa al sindaco Luciano Lapenna dal segretario regionale dell'associazione Codici, Domenico Pettinali. «E' sempre più difficile tranquillizzare e far ragionare i cittadini e convincerli che esiste una giustizia rappresentata dalla legge e dalle forze dell'ordine», ha ammesso il sindaco di Cupello, Angelo Pollutri, senza nascondere il proprio rammarico per l'indebolimento dell'organico 
della caserma dei carabinieri a cui è affidato il compito di difendere anche il comune di Monteodorisio che dista 4 chilo metri da Cupello.
La speranza di tutti è che dalla prossima riunione del Comitato per la sicurezza pubblica scaturiscano iniziative concrete e rassicuranti per il territorio.

 

Articolo a Firma  Paola Calvano del 17/01/2014
 

 

]]>
Fri, 17 Jan 2014 18:44:30 +0000 http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/447/1/allarme-sicurezza-il-prefetto-promette-controlli-a-tappeto fulvioroccodemarinis@gmail.com (Fulvio Rocco de Marinis)
Il prefetto: Città turbolenta in arrivo una task force http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/454/1/il-prefetto-citta-turbolenta-in-arrivo-una-task-force

«Sì, Vasto, che porto nel cuore, è una città da qualche tempo un po' più turbolenta delle altre della provincia, ma non siamo all'emergenza criminalità. Episodi che, in Abruzzo, vengono a volte vissuti in maniera drammatica, non lo sono altrove, dove succede, purtroppo, di peggio». Di ritorno da Roma, dove ha partecipato alla conferenza nazionale dei prefetti, Fulvio Rocco de Marinis, rappresentante del governo a Chieti e provincia, si sofferma sugli episodi di cronaca nera che, negli ultimi giorni, hanno riportato tensione e polemiche a Vasto. Due più di tutte, secondo il prefetto, le cause dell'impennata di atti vandalici e aggressioni, la crisi economica e il crollo degli ideali nei più giovani: «E' così - spiega - a Vasto, città bellissima e, come tale, forse soggetta più di altre a tentazioni, si registrano periodicamente fatti incresciosi, ma, direi, si tratta di un normale, moderato allarme. I giovani, che una volta erano mossi da ideali e puntavano a un lavoro e alla famiglia, oggi sono costretti dalla crisi ad arrangiarsi come possono. A 40 anni li vediamo, purtroppo, ancora a spasso, a carico di genitori e nonni. Ecco perché - sottolinea il prefetto - dentro di loro crescono insofferenza e malessere. Con la crisi, è un fatto, crescono così bullismo e violenza, anche quella contro il patrimonio pubblico. Mentre prima era il solo delinquente abituale a darsi da fare, ora 
è diverso». Per il prefetto, in ogni caso, la situazione è sotto controllo: «Il territorio è vigilato - afferma - e in prefettura facciamo sempre un focus specifico su Vasto e San Salvo, più vicine alle infiltrazioni malavitose delle regioni vicine e, dunque, bisognose di attenzioni particolari. Ecco perché, con l'arrivo dell'estate, assieme al questore, d'intesa con la procura della repubblica di Vasto, stiamo predisponendo l'invio dei cosiddetti pattuglioni interforze per scoraggiare i malintenzionati. E aspettiamo la videosorveglianza a Vasto che, come detto e ripetuto più volte, può essere un proficuo deterrente». Capitolo regole per l'estate una nota ancora dolente: «Ci ho provato l'anno scorso - conclude il prefetto - a mettere d'accordo Comuni e locali pubblici sulla chiusura notturna dei locali, ma, alla fine, non è stato possibile ottenere una linea uguale per tutti».

Articolo originale a firma Gianni Quagliarella

 

]]>
Sun, 16 Jun 2013 00:00:00 +0000 http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/454/1/il-prefetto-citta-turbolenta-in-arrivo-una-task-force fulvioroccodemarinis@gmail.com (Fulvio Rocco de Marinis)
Il dissesto idrogeologico della collina di Chieti http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/458/1/il-dissesto-idrogeologico-della-collina-di-chieti

 IL DISSESTO IDROGEOLOGICO DELLA COLLINA DI CHIETI

IL "PROGETTO CHIETI"
Cronache Iniziative Progetti


IL PROGETTO E I LAVORI GIÀ’ REALIZZATI CHE HANNO ELIMINATO IL RISCHIO FRANE


Lunedì 3 dicembre 2012 ore 17.00 - Sala Consiliare Provincia di Chieti
Interverranno
Fulvio Rocco de Marinis - Prefetto di Chieti
Gianni Chiodi - Presidente della Regione Abruzzo
Enrico Di Giuseppantonio - Presidente della Provincia di Chieti
Umberto Di Primio - Sindaco di Chieti
Mauro Febbo - Presidente Provincia di Chieti 1999 - 2004
Tommaso Coletti - Presidente Provincia di Chieti 2004 - 2009
Umberto Aimola - Vice Presidente della Giunta della Provincia di Chieti 2004 - 2009
Giovanni Legnini - Senatore della Repubblica Italiana
Fabrizio Di Stefano - Senatore della Repubblica Italiana
    Relatore
Leandro D'Alessandro - Progettista e Coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico
del "Progetto Chieti"
Conclusioni
Giovanni Pace - Presidente Emerito della Regione Abruzzo,
autore del libro "Il dissesto idrogeologico della collina di Chieti"

Il Presidente della Provincia di Chieti
Enrico Di Giuseppantonio

]]>
Mon, 3 Dec 2012 19:01:56 +0000 http://www.fulvioroccodemarinis.it/mc/458/1/il-dissesto-idrogeologico-della-collina-di-chieti fulvioroccodemarinis@gmail.com (Fulvio Rocco de Marinis)